Sulla 95


un inedito tratto dal mio libro, ovviamente inedito.

Donne ciccione
con il panzone,
con i capelli in un (giallo) pinzone,

le tute nere acetate
le scarpe runner datate,
non alla moda,
dimenticate.

A sentire le loro liti,
coi figliuoli che anelano creste
dei calciatori,
esagerate.

Uno di quei casi,
rari, in cui brami andare in ufficio
ma arrivato a lavoro
sarà già troppo tardi.

La Bella addormentata nel Boskov


1)

Vujadin Boskov, storico allenatore del calcio italiano che fu, molti anni fa ebbe una figliuola. La chiamò Bella.
A causa dei troppi allenamenti e delle troppe interviste da rilasciare, Vujadin prese una scelta infausta e da pochi condivisa: decise di affidare sua figlia, Bella, a delle fatine nel bosco del Gargano.
Le fatine crebbero Bella con tutto l’amore e le soppressate tipiche della zona garganica. Bella, in quella brulla zona pugliese, nacque come una vera signorina perbenino. Bella veramente! Se fosse nata nei tempi di Internet, sarebbe diventata senza dubbio una fashion blogger e si sarebbe fatta selfie a bombazza.
Fino al compimento dei 18 anni, le fatine diedero a Bella tutto l’affetto e il cibo che ogni figlia orfana di un padre allenatore potesse desiderare. Ciò che non riuscirono a placare e a redimere dall’indole dell’orfanella, fu l’accento e l’inflessione slava dei suoi genitori.

Vujadin, il padre di Bella

Nonostante fosse nata alle pendici del Tavoliere, Bella sapeva solo parlare all’infinito:
– Fatine, dare soldi io comprare pane da panettiere per preparare stasera cena.

Di questo suo handicap di pronuncia le fatine davvero non riuscivano a capacitarsene.
– Ma come cazzo è – dicevano arrabbiandosi con la tipica veemenza apulica – che questa non sa parlare bene? Eppure, noi mica parliamo male? Mica ci abbiamo imparato l’italiano malamente? Perché cazzo parla in slavo se è nata e cresciuta qui nel Gargano?

Non vi era risposta alle domande delle tre fatine, né redenzione al loro tormento.
– Se voi volere cenare più tardi, avvisare me che io non uscire per comprare ma aspettare un’ora in più per uscire più tardi e poi comperare per mangiare.
– Sì, sì, Bella, sì. Va bene – rispondevano sconsolate le fatine, per poi fare conciliabolo e dire: c càzz è ditt?

Per questo motivo, vinte dallo scoramento, le fatine decisero di prendere una decisione drastica, decisa, senza mezzi termini: avrebbero regalato a Bella per il suo diciottesimo compleanno due ingressi omaggio da un logopedista.
In seguito, lei stessa, avrebbe deciso se continuare a parlare male o se diventare finalmente una signorina appettibile per tutti i ganzi della zona dauna.
Impacchettato perciò il buono regalo, le fatine lo porsero a Bella e le dissero che questo regalo le avrebbe migliorato la vita. Una cosa Bella veramente…