L’interrogazione di chimica


Questa notte come molte altre notti prima di questa
nonostante fosse sabato e il giorno dopo sarei stato in panciolle
ho sognato che l’indomani sarei stato interrogato in chimica e avrei dovuto studiare tutto il programma in un solo pomeriggio.

Questa notte come molte altre notti prima di questa
ho sognato che dopo aver appreso della terribile notizia chiamavo il mio grande amico Marco per dirgli che:
il giorno dopo sarei stato interrogato e che con lui avrei dovuto studiare nel pomeriggio tutto il programma di chimica.

Il sogno non si discostava molto dalla realtà
il mio amico Marco era l’unico con cui si poteva studiare la chimica
lui era bravo in queste materie della scienza
anche il mio Emanuele con due emme non era male
i meno propensi alla scienza eravamo io, il mio amico Vladimir e il mio amico Antonone
quando si parlava di scienza preferivamo cambiare aula, cittadinanza e religione.

Ma tornando a noi:
questa notte come altre notti prima di questa
ho sognato di essere chiamato alle 10:10 e di posticipare l’interrogazione al giorno dopo
grazie a un salvifico e prolungato drin della campanella
che portava seco il cambio dell’ora e della professoressa.

Questa notte però come in nessuna notte prima di questa
ho sognato che c’era dinnanzi a me e veniva nominato per essere successivamen
te interrogato
con tanto di maglia della Sampdoria indosso:
Fabio Quagliarella.

Fabio Quagliarella appena sentito nominare il suo cognome e capito il triste destino verso cui si avviava
mi guardava affranto
e con tanto di maglia della Sampdoria indosso mi diceva:
Uà, Frà, io non aggià studiat nu cazz.

Io e te Fabio siamo nella stessa situazione
entrambi a digiuno di chimica attendiamo il patibolo dell’interrogazione
dalla mia
ho l’ausilio di un giorno in più per poter studiare tutto il programma con il mio amico Marco
dalla tua
hai l’ausilio di un conto in banca di un giocatore professionista di serie A che a seguito di una pessima votazione della professoressa di chimica non subirà contraccolpi
credo.

Questo dicevo a Fabio nel sogno
forse
perché questa notte come molte altre notti prima di questa
non ricordo tutto il sogno nitidamente e
forse
considerata e raccontata la parte nitida del sogno
va benissimo così.

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Appunti da Cuba


#1:
Sembrava Fidel Castro ma era Padre Pio.
Leader Maximo de Pietralcina.
(anche se sui social mi hanno giustamente rimproverato, non essendo né Fidel né Padre Pio ma Camilo Cienfuegos)

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#2:
Il tragitto da: La Havana a: Vinales è stato fatto in compagnia di Julian El Animal.
Julian: ballerino, cantante, chef, cameriere, dj e all’occorrenza: autista, innanzitutto si è rivelato un dispensatore automatico di saggezza (“le donne cubane non vanno in palestra perché hanno troppe cose a cui pensare”).

Julian, ha cantato canzoni dimmerda per 180 km, spesso muovendo mani e volante in contemporanea, alla guida di una classico taxi locale, che ambiva lo sfascia carrozze già 25 anni fa.
A un certo punto, incuriositi, gli abbiam chiesto perché tutti lo conoscessero come: El Animal. Essendoci in macchina donne però, ha preferito non rispondere.


#3:

Caro signor Zara (quello dei vestiti, non quello della metro di Milano),
ho letto molte cose su di te sull’Internet. Tipo che sei davvero facoltoso, tipo che non hai una laurea, tipo che sei spagnolo.

Devi sapere, signor Zara, che oggi mi hai salvato la vita. Senza la tua camicetta blu, sotto il sole dei Caraibi (nonostante una crema protettiva costosa +50), non sarei tornato a casa, signor Zara, sarei finito all’ospedale.
Ciò non è successo ed è grazie a te, solo grazie a te, signor Zara; la foto certifica la tenuta del tessuto in ambienti decisamente umidi ma in dose maggiore: la mia sopravvivenza.
Estendi pure l’esito positivo del test ai ragazzi del controllo qualità (e se ti avanzano 10 minuti anche ai medici della regione di Pinar del Rio).

Ci tenevo a sdebitarmi regalandoti una stella. Non è del cielo, è marina. Spero tu possa comunque apprezzare, signor Zara.

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#4:
– amore per il nostro salotto qui a Trinidad, a Cuba, vorrei qualcosa di davvero esotico…
– tipo, amore? Un camino?
– no, più esotico…
– una testa di cervo scozzese?
– no, più esotico
– una pelle di orso?
– no, più esotico amore, più esotico.
– che ne pensi di un bel Mercedes del ’97 con vetri oscurati e stemmi del Real Madrid sul cofano?
– penso sia davvero una grande idea.
Una grande idea, per un gran salotto, con una grande macchina.

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#5:
Come diceva la buonanima di Schicchi: la vita è una questione di culo.
Se nasci in un posto, quando fai la scuola elementare vegliano su di te: o un crocifisso o una foto del Papa o alla meglio, un ritratto di Sergio Mattarella che prova a sorridere.
Se nasci in un altro posto (magari a Cuba) in alcune scuole elementari, a vegliare sul capo dei bimbi: C’È Guevara*

Ora, a prescindere dal credo politico e dall’ideologia: vogliamo paragonare il crescere e vedere tutti i giorni, sopra la cattedra della maestra: Ernesto Guevara invece di Sergio Mattarella che prova a sorridere?
*lo so che il Che si scrive Che e non C’È ma più bella cosa non C’È CHE fare giochi di parole con CHE e con C’È.

#6
CONTINUAMOS DEFENDIENDO LA REVOLUCIÓN
il giorno in cui Matteo Renzi stravince le primarie del PD con l’80% delle preferenze (forse 70, non lo so, è finita la connessione).

C.D.R.
 anche se nella foto e per dieci giorni consecutivi, a Cuba, ho usato il marsupio.
C.D.R.
anche se la nominava Ciccio Rigoli in una poesia ascoltata a Legnano.
C.D.R. perché la cosa più rivoluzionaria che abbiamo visto in trent’anni è stata e continuerà ad essere Carramba che Sorpresa.

C.D.R.
perché la vera rivoluzione è far pagare la connessione Internet: 5 euro l’ora, poi vediamo come mi fai le pubblicità sulla banda larga, il wi fi e sarcazzo.
C.D.R. finché gli americani in vacanza pasteggeranno con: cibo tipico locale + cappuccino.

C.D.R.
Perché nonostante abbia vinto la mia ritrosia nel farmi la doccia in altri bagni (senza ciabatte), non poso mai la pianta del piede per terra (ed entro la fine della doccia mi vengono i crampi).

C.D.R. e prometto che da domani smetterò di accompagnare a fumare le persone che fumano (visto e considerato il fatto che io non fumo)

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#7

Certi amori (con i tassisti)
non finiscono
fanno dei giri immensi (su altri taxi)
e poi ritornano (da Julian El Animal)

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