L’amore ai tempi degli Hipster vol. 10


L’ostentata indifferenza di colleghi, seduti uno accanto all’altro, che si scrivono su Skype.

Metallari che dissertano sull’icoerenza dell’affermazione: i metallari sono tutti di destra; basterebbe ascoltare i Destroy the opposition per ricredersi, sostengono.

L’ unghia del mignolinino del piede delle donne; la puzza di asciugato male.

L’espressione: “Quante volte ho preso quel treno”, con il “quante volte” che può variare da 3 a 3000.

Gli sguardi di accondiscendenza tra baffisti (portatori di baffi) giovani e anziani.

Il cambio di espressione che provoca la parola contratto, nominata agli amici dei tuoi genitori.

La frenesia della serata in cui hai ricevuto lo stipendio.

Le raccomandazioni delle sorelle/amiche delle fidanzate che variano dal: “trattamela bene se no ti ammazzo” al: “abbine cura”.

o

La legge della strada che quando sei oggettivamente Bona è molto più semplice avere indicazioni stradali.

Il ragionevole e insolubile dubbio: si può puzzare in maniera clamorosa già dalle 8 del mattino?

Il dubbio se Pierino delle barzellette è sempre Pierino alias Alvaro Vitali

Le macchine ricche, guidate dai figli ricchi, dei padri ricchi.

La scortesia di alcuni inservienti dei sushi; le attese disattese delle facce brutte sui culi sontuosi; le descrizioni dei vini bianchi: tutti, tutti, e dico tutti, ideali per piatti a base di pesce.

L’improbabilita di alcuni volti alle 9 del mattino nelle piazze delle grandi città italiane.

o

Il gioco più bello del mondo: immaginarsi la vita della gente guardando le finestre illuminate per strada.

La bruttezza ingiustificabile di alcuni bermuda maschili.

La classificazione di genere delle linee dei bus: il 15, la 90.

I Pr; le schede telefoniche all’interno dei raggi della bici; i segni sul deltoide dei vaccini over 50.

La somiglianza di Marvin Gaye con Lebron James .

Gli attacchi di batteria di Phil Collins, solista.

I kebabbari, i figli dei pizzaioli egiziani, gli husky: ad agosto.

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Cappuccetto TOP


– Ciao nonna.
– Ciao Cappuccè, come stai?
– Top! Che mi hai preparato, nonna?
– Una torta, Cappuccè.
– Top! A che gusto?
– Fragole e lamponi. Ti piace?
– Sì. È top!
– Top! Ma ce l’hai il panierino?
– Certo.
– Top!

– Ti piace questa nuova mantella, nonna? È di Max Mara. L’ho fatta un po’ stringere sui fianchi.
– Cappuccè, è Top! Sul serio. Top! forte. Ma sotto la mantella c’hai qualcosa? Non è che vai in giro senza niente?
– Sì. C’ho un top!
– Top?
– Top!
– Ma Top! o Top?
– Top! Top!
– Chi è?
– Cappuccetto Rosso
– Avanti.

– Vabbè, la nonna, vai dritto a casa adesso. Non ti fermare nel bosco, ok?
– Top!
– Top che cosa? Il bosco?
– Sì, il bosco è Top!
– Il bosco non è Top! Stanno i lupi nel bosco.
– Anche i lupi sono Top!
– I lupi non sono Top! Ti mangiano i lupi, lo sai, la nonna? E se non mangiano te, si mangiano la torta. Che è Top!
– Top la torta.
– La torta sì, è Top!
– È Top! Top! la torta.
– È Top! Top! alla porta, pure…
– E vedi chi è…

– Salve, sono il lupo.
– Toooop! il lupo, nonna.
– Mica tanto, Cappuccè… Il lupo ti mangia. Al massimo, se vegetariano, si mangia la torta. Top! un cazzo insomma… Prego signor lupo top, entri.
– Top!, nonna di cappuccetto.
– Top! lupo. Ci dica.
– No, niente, passavo di qua… Ho visto questa casa, abbastanza Top!, ho sentito l’odore della torta, Top! e ho bussato. Top! Top!
– Hai visto nonna? E’ proprio smart questo lupo…
– Cappuccè, se permetti son proprio Top!
– È vero Cappuccè. È top! Non è smart.

– Grazie nonna. Niente, volevo sapere se per caso qualcuno faceva la strada del bosco. Io vado di là…
– Top! signor lupo. Io faccio questa strada per andare a casa. Possiamo farla insieme. Sarebbe…
– Top!
– Esatto. Sarebbe Top!
– E andiamo dai, cappuccetto.
– Top!.
– Nonna, una cortesia. se passa di qua un cacciatore, puoi dirgli…
– Top!.
– No, magari no. Digli che non hai visto nessun lupo e che io e Cappuccetto non ci siamo mai conosciuti.
– Top!

– Buona serata signora nonna.
– Ciao nonna.
– Ciao ragazzi, mi raccomando a voi. In bocca al lupo.
– Top!