Recensione #3


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Una lettera aperta al caro Roger Federer


Caro Roger,
sapendo di fare cosa gradita, ti scrivo due righe prima dell’ennesima finale di domani.
Ma come, ti chiederai, perché me le scrivi adesso invece di parlarmi martedì, al nostro consueto appuntamento di briscola a Carate Brianza?
E’ semplice, mio caro. Lo faccio adesso perché come molti altri, ti stimo.
E perché sei il più bello.

Magari domani perderai…
Quel birbante di Nole ha gli occhi spiritati e l’elasticità di Dhalsim di Street Fighter… Non devi scoraggiarti però, perché per me, come per tutti gli amici di Carate Brianza o di Caronno Pertusella, dove siam soliti incontrarci per disquisire sulle proprietà benefiche del ribes nero, sarai sempre il più bello.

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Che tu vinca o perda, domani, noi saremo dinnanzi al TV; a sperare che ogni tuo dritto prenda le rotazioni più infide possibili, a sospirare sugli attacchi in back del tuo rovescio.
Come ogni anno, ormai da dieci anni.
Lo abbiamo fatto in quella finale di Wimbledon, contro Nadal, quando il giorno dopo c’era l’esame di Economia Politica. Lo abbiamo fatto due anni fa, sempre contro Nole, mentre Lilly cucinava parmigiane alle 16:00 e il piccolo Antonio mi chiedeva di giocare a Monopolino, proprio in quel momento, quando tutti abbiam creduto che forse sì, e invece no…

Non c’è motivo per cui non lo faremo anche domani.
Per cui senza un motivo scientifico, ci dispereremo per ogni lungo linea che muore sul nastro o per ogni break-point non portato a casa.
Sei il più bello, Roger. Sei il più meglio mi verrebbe da dire, ma non lo dico, perché tu mi correggeresti  come sempre fai a Caronno Pertusella, quando faccio confusione tra il destrosio Bio e il glutine di frumento.

Ringrazia Mirka e le bambine per l’invito.
Ho fatto di tutto per venire a Londra. Come sai bene però domani c’è una finale importante anche a Carate Brianza. Vederti dal vivo, a Londra, accanto a Sean Connery e la regina, avrebbe avuto tutto un altro sapore. I cuoricini su Instagram sarebbero stati copiosi.
Che sia Carate Brianza o Londra però, noi speriamo che tu possa alzare quella coppa, per l’ottava volta.

Ti lascio con un pezzo ad alto contenuto proteico e poetico, segnalandoti lo stacchetto del clacson suonato col piede. Spero che domani ti aiuti a trovare  la giusta concentrazione per affrontare: Nole, l’assenza che ci separa, la regina e Sean Connery.
Forza Roger.
Sempre.
Ti amiamo.