L’amore ai tempi degli Hipster vol. 11


Le lavanderie automatiche; i nomi esotici dei succhi di frutta esotici; l’effetto dello smog sui capelli delle donne, a Milano

La galera immediata per la Coca Cola sul sushi.

La convinzione coriacea di alcuni calabresi che tu debba per forza conoscere la loro città.

Leonardo DiCaprio: “che è bravissimo”; la sensazione di vuoto/pieno appena si finisce un libro; l’assegnazione casuale dell’imbarco prioritario di Ryanair.

La prima cozza nera che spazza via l’odore del dentifricio.

Processioni, applausi e giochi pirici: la triade sempre inclusa del vivere quotidiano nel Sud Italia.

Il tatuaggio tribale sopra il culo: uno dei Mali dell’umanità; le suore che non si scocciano tutta una vita a pregare; l’ansia dinnanzi alle cartelle e ai diari esposti nei negozi tra fine agosto e inizio settebre.

o

Il concetto interessante di rovine che nonostante siano rovinate non dovrebbero rovinarsi più di quanto gia non siano rovinate.

L’accellerazione a folle di una moto a segnalarti che stai attraversando e che sta scattando il rosso

Il cingalese che ti parla in cinegalese, nell’orecchio, alle 8 di mattina.

La gara a chi conosce di più il dj che apre le serate:
– “Guarda che quello è il cognato della fidanzata di mia zia”
– “Noooo, impossibile, quello è il cognato della fidanzata di mia zia…”

Alcune fermate della metro dove non scende ma soprattutto non sale nessuno.

Le giacche della Merkel.

Il coriandolo: looser delle spezie; i daini mai incontrati, nonostante le segnalazioni dei cartelli stradali.

I trolley del venerdì mentre ci si reca sul posto di lavoro che lascia presagire dei ritorni a casa.

o

Linus che fa le maratone, come se la cosa dovesse minimamente interessare alla collettività.

I tassisti che non vedono l’ora di andare in pensione, con i volti smunti dalle ore di vita spese nel traffico.

I gesti personalizzati che ognuno compie per aggiustarsi i capelli, anche quando di capelli non ne ha più.

I dialoghi nei mezzi pubblici affollati, inframezzati da persone estranee, costrette a doverseli sentire.

Le uscite sul balcone per capire che tempo fa.

Quelli che quando vai a ballre si muovono troppo; quelli coi capelli grezzi, quando vai a ballare; quelli che se tu sei con qualcuno o loro sono qualcuano, quando ti vedono, devono per forza gridare: Ueeee ciaoooooo come staaaii

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