Amiamoci


Amiamoci,
fuori il cielo è troppo grigio.
Amiamoci adesso, non aspettiamo i Saldi.
Amiamoci,
prima che la BCE ci dica qualcosa.
Amiamoci, per andare in giro con un bracco di Weimar.
Amiamoci,
che amarsi è meglio di Burger King.

Amiamoci sulle banchine, sulle panchine, sui porti, sui monti, coi morti, coi botti, coi dotti.
Amiamoci,
finché l’utenza sarà gratuita.
Amiamoci, perchè non potremo farci seghini per tutta la vita.
Amiamoci,
altrimenti che abbiamo sentito a fare le canzoni di Venditti?
Amiamoci, e rendiamo il nostro amore zeppo di chiocciole e asterischi.
Amiamoci,
“in tu es megl che uan” cit. Accorsi.

Amiamoci, che il nemico è in ascolto.
Amamose,
amamm’c
a mamm’t
amèmc,
amamuni.
Amiamoci, e coloriamo di indaco il nostro amore.
Amiamoci,
sempre che stasera tu non abbia Pilates.
Amiamoci, per non dire ai nostri nipoti che eravamo solo hipster.

Amiamoci, perché
miamoci, perduto
iamoci, è
amoci, il
moci, tempo
oci, non
ci, speso
i, ad
amarsi.

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Se vedessi la Pascale


Se vedessi la Pascale,
un giorno o un pomeriggio
senza ansie
ed invidia
senza odio
né sfottò
mi accontenterei nel chiederle:
Barbara, commarella mia,
ma tu,
nella vita,
che fai?
Cioè,
il tempo,
di una giornata,
o di un pomeriggio,
come lo passi?
Ci vai dal parrucchiere?
Ci passi all’Esselunga?
Li compri i Gratta e vinci?
Lo so,
potrei chiederlo anche a tante altre ricche.
Io però
vorrei chiederlo a te.
Così,
per priscio.

Mi risponderesti?
Mi ripudiesresti?
Mi compreresti un Gratta e vinci?

L’amore ai tempi degli Hipster vol.1


Grandi soddisfazioni nel vedere un tizio afro. Sempre lo stesso. Dieci volte al giorno. In contesti diversi della città. La CIA continua a saper lavorare molto bene.

La mia vita a Milano procede di pari passo col crescere dei rasta di un tizio.

È dura essere bassi e lucani e provarci con le olandesi.

Quelli cosi bassi da non riuscire ad accedere alle tendine parasole della macchina.

Che paura che mi fanno le vite e le vostre bacheche, impilate e impostate come adolescenti sessantenni.

Il t9 è un dramma moderno. In quanto tale, va interpretato.

Il sindacato a che serve?

Perché in giro si vedono così tanti pastori tedeschi e così pochi pastori belga, abruzzesi, albanesi, maremmani? Anche i cani, in Germania, come le macchine, il welfare e le birre, sono migliori?

Le invasioni di Francesca su Whats’Up. Non esiste una sfilza di nomi così lunga…

L’incontenibile voglia di non fermarsi ad una fermata, di voler continuare a camminare, di arrivare all’altra fermata, alla prossima fermata. Per trovarsi dopo pochi secondi a braccetto con la tempesta perfetta.

È quando ti accorgi che anche il sarto cinese ha più ferie di te, allora sei davvero un consapevole attore dei tuoi tempi.

La zaffata di chiuso che esce dall’interno della sartoria cinese, ogni mattina.

Il problema della mia vita è che assocerò per sempre, il biondo ossigenato a Pippo Pancaro.

L’ho capito tardi ma l’ho capito. A me il bricolage fa cacare.

I cartelloni con “Attento al cane” o “Attento ai cani”, senza l’ombra di un animale dentro.

Gli starnuti dei bus e dei tir, una volta a riposo…

Dove e quando finiscono i punti neri? (sul naso)

Surfare nell’idroscalo, vi giuro che c’è gente che lo fa, è come avere un Harley Davidson ed impennare sul balcone.

I messaggi alle tre di notte che ci fanno fare le cazzate. Le grandi cazzate.

Foto di nipoti come foto profilo, foto di nipoti di profilo.

Mi hanno fatto un sacco di auguri. Su Facebook.

La quantità di volte che le femmine bone inseriscono in una conversazione le tre parole: il mio ragazzo. Alcuni esempi:
Femmina brutta:
Sì, possiamo anche vederci per una birra, non c’è problema. Ad una certa però, devo controllare il sistema di notifiche del mio cellulare per vedere se svolge il suo corretto utilizzo o se si inceppa.
Femmina normale:
Sì, possiamo anche vederci per una birra, non c’è problema. Ad una certa però, mi vedo col mio ragazzo. Sai, fa il pugile professionista, il mio ragazzo, e non ci vediamo mai, io e il mio ragazzo.
Femmina bona:
Il mio ragazzo, sì, possiamo anche vederci, il mio ragazzo, per una birra, non c’è problema il mio ragazzo. Ad una certa però, il mio ragazzo passerebbe a prendermi, il mio ragazzo. Sai, sono fidanzata. L’avresti mai detto?

Ieri ho visto un film…


ieri ho visto un film, ma non ricordo tra questi il titolo esatto:

A per Aspetta
B per Barletta
B per Brunetta
C per Ceretta
C per Cascetta (la versione per gli amici permalosi di B per Barletta)
D per Disdetta
E per Eletta
F per Fichetta
F per Favetta (versione pugliese)
G per Gullotta (Leo)
H per Haspetta (versione calabra)
I per Inietta
L per Lambretta
M per Michetta (la versione per gli amici celiaci)
M per Minchietta (la versione per gli amici di C.L.)
N per Neretta
O per Oretta
P per Peretta (si intende la frutta)
Q per Quadretta (è difficilissima trovarlo con la Q)
R per Reietta
S per Scarpetta
T per Troietta
U per Uvetta
V per Viennetta
Z per Zolletta

Dialogo tra un figlio New Wave e una madre collateralmente postmoderna


– Vieni a tavola ?
– No, non posso.
– Perché?
– Sto male.
– Che hai?
– Sono vittima.
– Tu le vittime ce le hai nel cervello… di chi sei vittima?
– Di Meat is murder.
– Cioè? Hai mangiato qualcosa che ti ha fatto male?
– No. No.
– La carne è l’assassino, significa questo in inglese? Che io mò ho fatto il corso d’inglese. Sono brava?
– Bravissima. Ma murder è omicidio, non assassino. E comunque il mio malessere è costante.
– E tu non mi dici che hai…
– Te l’ho detto. Sono vittima di Meat is murder. È un album. Degli Smith.
– Ah! E chi dobbiamo chiamare? Un dottore?
– No. Chiama Morrissey.
– Si chiama così il dottore? Ma non è di Barletta?
Giiiiinoooooo, prendi l’elenco e trova Morrissey, dottore. Chiamalo.
– Ma l’elenco telefonico esiste ancora?
– Non lo so. È per far fare qualcosa a tuo padre. Per dargli un po’ di fastidio…

– Va bè, ma non devi venire a tavola, quindi?
– Te l’ho detto. Sto male. Sono vittima dell’album. Mi sta creando complicazioni.
– Ho capito… Vuoi un brodino?
– No.
– Vuoi che ti porti qualcosa?
– No.
– E che posso fare mentre arriva il dottor Morrissey?
– Accendi il computer. E schiaccia play. Barbarism begins at home.
– Cià ditt? (che hai detto? trad.)
– Niente. Accendi il computer e basta.

– Marisaaaaa, il dottore non può venire. Ha detto che è in tournè.