Gaetano Sburrazzi sul tema del family day


Tutti quanti a diciri e a parlari
di stu minchiazza di
Familiddei.

Io n’aggia combreso
esclusivamente
la spiegazione a chi cosa vuole dire
Familiddei.

Cud ca voliss dicere
a tutti si professura
della minchiazza fritta
che stann a deic che le famigghie
debbono essere sulamenti di una manera
è questa considerazione:

Aviti diggerire
e in ta la capu v’aggia trasiri
che tutti simo ugualemente
e tutti ammu teneri
li diritti ugualemente.

Pure li richiuna, vabbuò?

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Quando G.C. divenne un installatore di parabole


– Salve, lei è il signor G.C.?
– Esatto.
– Come è venuto a conoscenza della nostra azienda?
– Sono in contatto con i piani alti.
– Di questo edificio?
– No, del Cielo.
– Il canale televisivo?
– No. Con Iddio.
– Eh la Madonna…
– Quella è mia madre.
– Scusi, non volevo essere offensivo. In ogni caso, cosa la spinge a fare questo lavoro?
– Mi piacciono le parabole.
– In che senso?
– Non ne sbaglio una.
– Va bene, mi ha convinto. Il posto è il suo.
– Grazie mille. Non ve ne pentirete.
– Il suo primo appuntamento è domani. Alle 16:00.
– Ottimo.

Suona il citofono

– Salve, lei è?
– Il tecnico per la parabola.
– Prego, secondo piano.

– Salve, sono G.C.
– Salve, prego si accomodi. Dunque, questo è il decoder. Se vuole le mostro anche la via del tetto o il balcone, così può installare la parabola.
– Non ne ho bisogno.
– In che senso?
– Gliela racconto.
– Cosa?
– “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, dei briganti lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso..
– Ma cosa sta facendo?
– Non le piace questa? Allora ascolti quest’altra: “Un uomo aveva due figli. Il più giovane di loro disse al padre: “Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta”. Ed egli divise fra loro i beni. Dopo…
– Ma signor G.C. ci deve essere un equivoco. Io ho bisogno della parabola di Sky, non delle sue parabole…
– Sì, ma prima senta questa, è molto meglio di quella di Sky:”C’era un uomo ricco, che si vestiva di porpora e di bisso, e ogni giorno si divertiva splendidamente; e c’era un mendicante, chiamato Lazzaro…
– Senta G.C. io la ringrazio, ma non sono interessato a questo tipo di parabole. Io voglio le parabole che si mettono sul balcone o sul tetto o con le quali si vedono le partite, i film e le Serie TV. Ce le ha? Me le può montare? Adesso?
– Ehm no, però mostrarle la via del regno dei cieli.
– La guardo sul navigatore. La ringrazio.
– E se le dico quella del seminatore e i dei suoli? È molto avvincente…
– Meglio di no. La prossima volta magari. Cristo regni.
Sempre regni!

Mi piacciono i tuoi nei


– Mi piacciono i tuoi nei.
– Quali?
– Quei tre vicino alla tua bocca.
– Quelli che sembrano la costellazione di Deritu?
– A me sembravano un triangolo isoscele, ma comunque sì, quelli.
– È che tu sei un ingegnere…
– No, è che tu stai sotto con Brezsny, ed ogni cosa è colpa delle stelle.

– E di me, cosa ti piace di me?
– Mi piace il tuo carattere?
– Del mio fisico intendo.
– Mi piacciono i tuoi zigomi?
– Perché?
– Sono alti.
– Mica tanto.
– Tanto, per essere nato a Catanzaro.

– E di me, cosa ti piace di me?
– Te l’ho già detto, i tuoi nei.
– Oltre i miei nei…
– Il tuo polso.
– Non entrambi?
– No, quello sinistro è più intrigante.
– Volevo sentirti dire che ti piaceva il mio seno. O il mio sedere. O le mie gambe.
– Non è un po’ troppo?
– È il minimo che potevi dirmi…
– È il massimo che volevo darti.
– Minimalista.
– Mi piacciono i tuoi nei.

Ametista, David Bowie e il consulente.


Suona il Blackberry. Sullo schermo un nome: il consulente.

– Ciao Ametista.
– Ciao consulente.
– Una grossa cortesia, ti ho scritto poco fa…
– Sì? Non ho letto, scusami. Sono a casa. Sto preparando la cena a mia cugina che mi è venuta a trovare dall’Uzbekistan.
– Ok, senti Ametista. Mi servirebbero dei dati…
– Per quando?
– Per oggi.
– Sì ma sono le 20:00…
– Eee lo so Ametista, ma sono dati molto importanti. Me li aveva chiesti David…
– David chi?
David Bowie.
– Ma David Bowie è morto domenica…
– Eee lo so, lui però me li aveva chiesti ai tempi di Let’s Dance.
– Nel 1983?
– Esatto.
– Io non ero nato nel 1983…
– Nemmeno io Ametista, però sono molto importanti.
– Immagino… va bè, posso mandarteli domattina come prima cosa, visto che il referente è morto?
– Ametista, se ti è possibile entro mezzanotte. Ho una presentazione da chiudere entro le 3:00.
– Ok consulente, allora ritorno in ufficio, riapro il computer, estraggo i dati e te li invio per mezzanotte.
– Ti ringrazio molto Ametista, sei molto gentile.
Let’s Dance !