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Domenica. Ore 08:10. Squilla il telefono. Sullo schermo del Lumia il seguente nome: Nonno Frank. Troppo presto. Non si risponde per principio.
Domenica. Ore 08:30. Stesso squillo sullo stesso telefono. Cosa più preoccupante: è lo stesso nome che chiama.
– Pronto.
– Ninooooooooooooooo (che sarei io)
– Ciao Frank (che sarebbe mio nonno)
– Ti ho chiamato prima.
– Sì, lo ricordo.
– Non mi hai risposto però.
– Sì. Ricordo anche questo.
– E come mai?
– Dormivo Frank…
– Hai fatto tardi ieri?
– Sì, un po’…
– Beh, e io non lo sapevo. Altrimenti avrei evitato.
– Certo, certo, lo so.
– Ora sei sveglio?
– Insomma…
– Vuoi che ti richiami tra un pò? Tra una mezz’oretta?
– No no. Mai sia. Dimmi tutto. Adesso.
– Senti Nino, ti volevo chiedere una cosa…
– E dimmela, mi sembra l’orario giusto…
– Mi devi comprare uno dei quei cosi dove si sente la musica?
– Che cosa? Un mp3?
– No. No. Come si chiamano, quelli moderni, quelli che si mettono nello stereo…
– Un cd?
– Eee, bravo. Un cd.
– E di chi?
– Di Amy “Uainàs”.
– Di Amy Winehouse?
– Sì, lei. Ieri ho sentito un concerto in televisione. Ma brava eh… che voce… peccato, povera figlia che è morta…
– Un gran peccato, è vero.
– Io ho chiesto a tuo fratello. Ma ha detto che qui non esistono i cd. Se no me lo facevo prendere da lui.
– Sì, lo avevo sentito che a Bari i cd si fossero estinti.
– Ah Nino, amore, e poi un’altra cosa…
– Dimmi.
– Se puoi trovare delle bretelle…
– Delle bretelle?
– Sì, delle bretelle. Doppie però. Come quelle che c’avevi tu l’altra volta.
– Va bene. Le cercherò. Nient’altro?
– No, no. Niente. Beh riposati adesso, va bene?
– Va bene Frank. Buona giornata. Anzi, buonanotte.
– Ciao amore. Ciaooo. Ciaoooo. Amore. Ciaoooo.