Totò l’informatico


Sempre il primo giorno

– Tu sei Ametista?
– Sì, piacere, Ametista.
– Piacere, Totò. Primo lavoro?
– No, no. Questo è l’ottavo stage
– Minchia, ‘nculo compare…
– ‘Nculo sì. Tu invece, Totò? Lavori qui da tanto?
– Da 18 anni
– Diciotto? Ma quanti anni hai?
– Trentasei.
– Madonna mia… una vita qua dentro. Complimenti…
– Meno di una vita, compare.
– Perchè?
– Perchè io mezza giornata ci lavoro…
– E da quanto?
– Da sempre.
– Cioè, lavori metà giornata, da metà vita?
– Bravo!
– E l’altra metà giornata che fai?
– Ci vado in moto.
– Corri? In Pista?
– No, in città. Ci faccio le pernacchie ai vigili e me ne scappo.

Risate di accondiscendenza e cordoglio.

– Senti compare, qual’è la scrivania tua?
– Questa.
– Sto tavolino Ikea?
– Sì.
– Minchia! Va bè e che ci devi fare? Che ci vuoi? Un computer?
– Mah sì… perchè no…
– E che ci vuoi nel computer?
– Eeh, bò. Ciò che serve…
– L’Office. L’Outlook. Il Photoshop, ce lo vuoi?
– È gratis?
– Sì, agli staggisti ce lo diamo gratis…
– E va bene. Mettimelo allora.

– Eeh ma senti, adesso ce le vuoi tutte ste minchia di cose?
– Eeh, teoricamente sì.
– Minchia Ametista! Ma io stanco sono… poi sò gia le 11… Io tra due ore me ne vado. Te le posso mettere un altro giorno?
– Eeh, certo Totò. Quando vuoi…
– Va bene dai, grazie compare. Tu intanto statti qua… Ambientati. Va bene?
– Va bene Totò. Mi ambiento. Magari mi faccio dare anche una sedia. Se non ti siedi per terra puoi ambientarti meglio, che dici?
– Bravo compare. Un’ideona. Senti vado in ufficio. Se hai bisogno di qualcosa avvisami, ok? Però non prima di domani, ok?
– Certo Totò. A dopo. Anzi, a domani.
– Ciao compare.

Il primo giorno in ufficio di Ametista Lostagista


Giorno 1. Il primo giorno. L’inizio insomma…

– Buongiorno
– Buongiorno.
– Lei è?
– Ametista.
– Ametista? Ah, Ametista lo stagista?
– Ehm, sì. Avrei anche un nome, però…
– Prego, si accomodi in quella stanza, il direttore l’attende.
– Grazie.

– Buongiorno, Ametista.
– Buongiorno a lei, direttore.
– Come va?
– Bene, bene.
– Son contento. Venga, venga, che le mostro l’ufficio, i suoi colleghi e la scrivania.

Dopo una serie di inutili convenevoli e di fintissimi Ciao.

– Allora Ametista, ha visto che bell’ambiente?
– Bellissimo direttore, bellissimo. Davvero bello. Son molto carico.
– Ah, è carico? Bene, bene. Prego allora, questa è la sua scrivania. Tra un pò arriverà Totò, il nostro informatico.
– Ma dov’è la scrivania, direttore?
– Questa qui. Questa qui.
– Direttore, ma questo è un tavolino dell’Ikea senza sedia.
– Tutti son partiti di qua, Ametista. Tutti. Si adatti e superi gli ostacoli. Avanti…
– Va bene direttore.
– Così la voglio, Ametista. In gamba Ametista… In gamba…