Hai gli occhi come il tuo maglione, che in realtà però una felpa.


– Hai gli occhi come il tuo maglione, che è in realtà però è una felpa.
– Tipo?
– XS, forse S. Non più di una M comunque…
– Tipo, di che colore, intendevo…
– Marroncino, che in realtà però è un po’ verde.
– Sei sicuro?
– No, sono daltonico.
– Quindi in realtà tu vedi un maglione, ma potrebbe essere una trapunta, tipo…
– Sono daltonico, non sotto effetto di acidi.

– Vorresti amoreggiare ADESSO?
– Che nesso ha col daltonismo?
– Alcuno, ma la storia del maglione, che in realtà è una felpa, era un approccio…
– Allora ti dico no, che in realtà però è un fottiti.

L’invenzione migliore del mondo


Quando
ci si parla
dell’invenzione
migliore del mondo
tutti quanti
ci si dice:

– la macchina
– l’orologio
– le sigarette
– le barzellette
– l’Iphone
– Beppe Grillo
– il forno
– Sharon Stone
– la penicillina
– la pennichella
– il Gin Tonic
– la Rustichella
– la Bomba
– il Meneito
– il Tiburon
– le cognate
– le scommesse
– Toto Cutugno
– le commesse
– Frankestein

mai nessuno però
nomina
la più semplice
e la migliore
di tutte:

la combinazione
dei 2 tasti
della tastiera
del computer:

TAB + ALT

Giorgio Damato: quante copie di “Mastica bene che stanno le spine” ha venduto? 


È una giornata speciale.
Posso finalmente rispondere alle pressanti domande che la stampa mondiale mi pone da mesi:
Giorgio Damato quante copie del libro ha venduto?

141 matti, sul web, hanno comprato Mastica bene che stanno le spine.
Un grande risultato per me e un passo avanti verso la fama letteraria universale.
Ma non è ancora abbastanza…

L’anno prossimo voglio diventare multimilioneuro.
E tu, lettore, devi aiutarmi.

Compra anche tu: Mastica bene che stanno le spine e fammi diventare multimilioneuro.
Se lo fai, ti giuro che diventerò più savio di San Domenico Savio

giorgiodamato-masticabenechestannolespine

C’ho il gatto in casa


Io che un po’ piaccio a lei
lei che un pò piace a me
noi due che ci parliamo
che fai stasera?
C’ho il gatto in casa.

Dai vieni tu da me
no vengo io da te
ci vediamo a metà strada
che te ne pare?
C’ho il gatto in casa.

Che cosa le farei
dissi agli amici miei
poi cosa che le hai fatto
mi chiesero:
C’ho il gatto in casa.

Lo lascio per due giorni
gli metto le crocchette
così sto un po’ con lei
perché non son gay ma
C’ho il gatto in casa.

 

Dai facciamo così
se te lo porto qui
lo metto quatto quatto
nell’angolino e
C’hai il gatto in casa.

Tu non ci hai mai pensato
guarda che è proprio figo
ti da un sacco di amore
stai meglio se
C’hai il gatto in casa.

No non è cosa mia
voglio restare free
mi sentirei a disagio
meglio da te anche se
C’hai il gatto in casa.

Dobbiamo rimandare
forse non si può fare
risentiamoci poi
quando anche tu
C’hai il gatto in casa.

Tutto l’amore del Monte


Dovetti regalarle tutto l’amore del Monte
quando mentre stiravo
di lunedì sera
guardando House of Card
mi disse:
Madonna, amore, vorrei proprio dei coriandoli.
Dei coriandoli?
Sì, dei coriandoli.
Per farci cosa?
Così, per buttarli. Eh, eh.

Mi misi subito alla ricerca
di tutto l’amore del mondo
per la ragazza che partorì un’espressione così bella
condita da due risatine sfiziose
su un paio di occhiali immensi
appoggiati
su un impareggiabile nasino.

Andai fino in Cina
andai a Cerignola
andai a Gioiatauro
per appropriarmi di tutto l’amore del mondo.
Ma non lo trovai.
In nessun luogo.

Fu per questo
che avvilito dal mancato obiettivo
un tizio in Tibet mi disse:
perché non compri tutto l’amore del Monte?
E così feci infatti.
Che intuizione formidabile che mi diede quel buonuomo del Tibet.
Quindi mi recai sull’Internet
e trovai un’asta interessante
in cui si vendeva tutto l’amore del Monte, dei Paschi di Siena.

Vinsi l’asta
contro giudici e creditori
regalandole finalmente
tutto l’amore del Monte, dei paschi di Siena.

Quando lo vide dinnanzi
emozionata
ancor più bella di sempre
mi disse:
non dovevi, amore.
Io volevo solo dei coriandoli. Eh eh.