Gaetano Sburrazzi sul tema del family day


Tutti quanti a diciri e a parlari
di stu minchiazza di
Familiddei.

Io n’aggia combreso
esclusivamente
la spiegazione a chi cosa vuole dire
Familiddei.

Cud ca voliss dicere
a tutti si professura
della minchiazza fritta
che stann a deic che le famigghie
debbono essere sulamenti di una manera
è questa considerazione:

Aviti diggerire
e in ta la capu v’aggia trasiri
che tutti simo ugualemente
e tutti ammu teneri
li diritti ugualemente.

Pure li richiuna, vabbuò?

Dovete andare a lavorare!


Va bene. Dimettetevi. Dimettetivi tutti. Vostra sponte. Con i moduli prestampati. Sul www. Dimettetevi.
Il giorno dopo però, andate a lavorare.
Mettetevi le calze spesse, le scarpe dure e andate a zappare. Prendete i ceppi dell’uva, metteteli nella bacinella attaccata al collo e scaricatela nel furgone.
Merde.

Alzatevi la mattina, bestemmiate perché è lunedì. Andate in ufficio. Lavorate. Mandate le email. Sul serio però. Voi. Non i vostri assistenti.
Arrivate al 15 del mese e chiamate vostro padre:
– Papà, mi servono i soldi. I 500 euro sono finiti.
Merde.

Mettetvi il camice, andate in reparto, cambiate il nonnino sporco e dite alle figlie imbestialite che per la visita è presto.

Fatelo, perchè questo è un post populista che non inciderà sul vostro vissuto. Fatelo, perché non l’avete mai fatto. Fatelo, perché non sapete cos’è. Fatelo, perché la vita, voi, non la conoscete. Non so se l’avete mai conosciuta, ma di certo, non la conoscete più.
Merde!