Non avevo mai letto niente del maestro. E se l’ho fatto, non me lo ricordo. È per questo che da tre anni prendo appunti sui libri letti, per ricordarmi quando li ho letti, chi erano i protagonisti e di cosa parlava il libro.
Dicevo, Camilleri con La connessione del telefono mi ha triggerato.*
Mi ha colpito innanzitutto la divisione dei capitoli, tra cose scritte e cose dette dai personaggi. Il tutto, ad eccezione dei personaggi istituzionali della burocrazia ottocentesca italiana che si esprimono in un italiano datato ma corretto, scritto in un siculo italiano altamente comprensibile.
Il libro ripercorre le gesta di Filippo Genuardi, marito e imprenditore guascone, alle prese con gli apparati statali italiani, la burocrazia e la mafia siciliana di fine ottocento. La trama riserva colpi di scena che prendono corpo organicamente, capitolo dopo capitolo, rendendo il libro una specie di “giallo”
Mi è piaciuta esteticamente la nuova edizione Sellerio, nonostante la profanazione della classica copertina viola, con una nuova veste grafica e soprattutto perché primogenito di una nuova collana dedicata ai libri più famosi di Montalbano. Se non avessi altri dieci libri a guardarmi minacciosi sul comodino li avrei comprati tutti.
Cercherò di scrivere molto più spesso i miei pensieri su quanto letto, anche per riappropriarmi della routine da scrittura che negli ultimi anni ho messo un po’ da parte.
Per la scrittura di questo testo, non è stata maltratta alcuna intelligenza artificiale.
* Esaurisco con questo inglesismo a sproposito la quota digital marketing necessaria per pubblicare qualcosa sull’Internet.