L’amore ai tempi degli Hipster vol. 8


La gioia di alcune donne nell’andare al mercato, di sabato mattina. Anzi, più che la gioia, la smania di vestirsi e fare tutto con la relativa fretta per riuscire ad andare al mercato, di sabato mattina.

La poeticità delle cabine telefoniche.

I portieri dei palazzi molto antipatici che ancor prima di entrare ti chiedono: chi cerca, eh, chi cerca, eh?

Il problema del lunedì non è il lunedì in se, bensì il suo esser stato concepito subito dopo la domenica; se fosse stato messo tipo, dopo il mercoledì, sarebbe stata tutta un’altra cosa…

L’accanimento contro le amicizie di Ali Babbà e l’opinione comune che stesse con dei ladroni e non con dei semplici ladri.

Quello speciale tipo di casalinghe che lavano e rassettano casa una ventina di volta al giorno ma che conservano sempre un acidognolo odore personale.

I Motorola, appannaggio esclusivo degli over 65; tutto il tempo sottratto alla vita passato davanti agli ascensori; le perdite di peso epocali prima dei matrimoni e delle campagne elettorali.

Le birre calde; l’odore piacevole di alcune persone che rimane anche dopo che codeste si son fatte un bagno in mare;

Lauren Hill come corrispettivo dei Jalisse.

I dispensatori di like professionisti sulle partecipazioni agli inviti di Facebook

Le facce delle nonnine che non riescono a non dare euro a chi chiede l’elemosina.

Quelli con le gambe piccine con i piedi che penzolano quando si siedono.

Il culmine del colpo di sonno che coincide sempre con l’arrivo alla fermata dei mezzi.

La progressiva estinzione dei metallari.

Quelli che mentre parlano al telefono in tram raccontano tutto quello che succede: sì, questo è il rumore della fermata; no no, adesso un tizio voleva entrare ma non ce l’ha fatta; sentissi quanto parla la tizia dietro di me…

I bodyguard di colore dei grandi negozi del centro mentre tornano a casa in bicicletta.

Quelli dell’età dei figli espressa in mesi: quanto ha la bambina? 39 mesi. E tu che sei costretto a fare 12 24 36. Ah, 3 anni quindi?

L’inadempienza di Mosè nell’essersene andato prima che Dio gli avesse detto i comandamenti più importanti: non portarti l’ombrello quando ha smesso di piovere perché è certo che non pioverà e tu starai con le mani in mano; portati il libro quando pensi che dal dottore ci sia poca gente perché sicuramente ti ridurrai a leggere Famiglia Cristiana.

Quelli che ancor prima di mettere i piedi in mare: sputano.

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