(per risolvere il problema di come dare la mano agli amiconi che intendono la stretta di mano nella maniera informale, un po’ tipo braccio di ferro, diciamo… )
Ciao Gi,
Scrivo a te perché su di te stanno le speranze dell’Italia. So che grazie a te un sacco di cose nella nostra vita saranno meglio. Senti, comunque, ti volevo dire una cosa…
Molte volte mi trovo in difficoltà a dare le strette di mano. Cioè, mi spiego meglio… Di solito, la vita e i convenevoli formali, ci hanno insegnato a dare la stretta di mano con il braccio (semi) teso, la mano aperta e a shackerare vicendevolmente le mani 2 o 3 volte…
Salve, salve, piacere, piacere, Giorgio, Emma, buongiorno, buongiorno, grazie, grazie, arrivederci, alla prossima (ho aggiunto il sonoro delle shackerate, perdonami).
Taluni però sono soliti a distaccarsi da questo schema e utilizzano un approccio molto diverso da quello insegnatoci dalla vita, ovvero: braccio a V per Vendetta o a “braccio di ferro” , che dir si voglia, mano a coppetta e avvicinamento dei corpi finale, talvolta anche con doppio bacetto: smack smack.
Io, Gì, come mi devo comportare? Posso salutare taluni con il metodo insegnatoci dalla vita e talatri con la metodologia Braccio di ferro o V per Vendetta, che dir si voglia? Utilizzando la seconda modalità, devo dare per forza il doppio bacetto smack smack?
So che in questo momento hai un sacco di cose da fare, però se riuscissi a rispondermi e a darmi delle risposte, mi renderesti uomo libero dai dubbi e fedele alle leggi della Verità.
Ti abbraccio, come sempre.
Tuo.
Giorgio.