Vedi criticità?


Ogni volta che ricevo una SUA email
penso al Linkedin
e ai pescatori del Mar Baltico.
Penso al Linkedin, lo apro, mi deprimo e lo chiudo.
Penso ai pescatori del Mar Baltico, mi entusiasmo e vado avanti.

Penso: sì,
quella dei pescatori del Mar Baltico è vita.
Il vento in faccia
il mare addosso
le barbe lunghe
e la vodka in corpo.

Loro: sì,
diamine e cazzarola
vivono.
Le loro difficoltà, sì,
sono vere difficoltà.
Affrontare una tempesta
fronteggiare squali e balene
finire nell’acqua gelida:
è sfidante.

Loro sì,
ad un’email con l’oggetto:
possibile rischio di mareggiata e morte per assideramento con morso da squalo on top
e con un epiologo:
vedi criticità?
possono rispondere:
dannazione, ne vedo un sacco; una marea, a voler essere cauti.

E non tu,
tu e le tue email
tu e i tuoi retrotimng
tu e le tue tempistiche da chiedere, fare e ricevere:
ASAP.

Prova a dire asap a un pescatore del Mar Baltico
e poi vediamo
se hai ancora il tempo
e le cavità oculari intatte
per leggere questa poesia…

L’invenzione migliore del mondo


Quando
ci si parla
dell’invenzione
migliore del mondo
tutti quanti
ci si dice:

– la macchina
– l’orologio
– le sigarette
– le barzellette
– l’Iphone
– Beppe Grillo
– il forno
– Sharon Stone
– la penicillina
– la pennichella
– il Gin Tonic
– la Rustichella
– la Bomba
– il Meneito
– il Tiburon
– le cognate
– le scommesse
– Toto Cutugno
– le commesse
– Frankestein

mai nessuno però
nomina
la più semplice
e la migliore
di tutte:

la combinazione
dei 2 tasti
della tastiera
del computer:

TAB + ALT

Tutto l’amore del Monte


Dovetti regalarle tutto l’amore del Monte
quando mentre stiravo
di lunedì sera
guardando House of Card
mi disse:
Madonna, amore, vorrei proprio dei coriandoli.
Dei coriandoli?
Sì, dei coriandoli.
Per farci cosa?
Così, per buttarli. Eh, eh.

Mi misi subito alla ricerca
di tutto l’amore del mondo
per la ragazza che partorì un’espressione così bella
condita da due risatine sfiziose
su un paio di occhiali immensi
appoggiati
su un impareggiabile nasino.

Andai fino in Cina
andai a Cerignola
andai a Gioiatauro
per appropriarmi di tutto l’amore del mondo.
Ma non lo trovai.
In nessun luogo.

Fu per questo
che avvilito dal mancato obiettivo
un tizio in Tibet mi disse:
perché non compri tutto l’amore del Monte?
E così feci infatti.
Che intuizione formidabile che mi diede quel buonuomo del Tibet.
Quindi mi recai sull’Internet
e trovai un’asta interessante
in cui si vendeva tutto l’amore del Monte, dei Paschi di Siena.

Vinsi l’asta
contro giudici e creditori
regalandole finalmente
tutto l’amore del Monte, dei paschi di Siena.

Quando lo vide dinnanzi
emozionata
ancor più bella di sempre
mi disse:
non dovevi, amore.
Io volevo solo dei coriandoli. Eh eh.

Segrate


Segrate è come la Svezia, d’estate.

Tutto troppo ordinato, a Segrate.
I campi da calcio, sintetici, temo gratuiti; pletore di vecchi, giovanili, che non si arrendono alla morte; strade e case deserte, nel week end, perché tutti in montagna, al lago, in baita, figa!

Son le agenzie immobiliari, che o solo vendono o solo affittano, ma solo a Segrate; è una città senza centro, vicino a un parco e l’aria è troppo pulita.
Sembra il ’92, sembra Roccaraso, sembra un’altra Milano: 2.

I cassonetti col marchio, l’idea che piace ai ricchi: dello stare tutti insieme, senza problemi, senza cacature di cazzo: Segrate come la periferia bene, americana.

Le persone che si salutano, che non ti salutano, perché non ti (ri)conoscono.

Se solo queste grate
potessero parlare…

segrate-giorgiodamatosenzapostrofo

Gaetano Sburrazzi sul tema del family day


Tutti quanti a diciri e a parlari
di stu minchiazza di
Familiddei.

Io n’aggia combreso
esclusivamente
la spiegazione a chi cosa vuole dire
Familiddei.

Cud ca voliss dicere
a tutti si professura
della minchiazza fritta
che stann a deic che le famigghie
debbono essere sulamenti di una manera
è questa considerazione:

Aviti diggerire
e in ta la capu v’aggia trasiri
che tutti simo ugualemente
e tutti ammu teneri
li diritti ugualemente.

Pure li richiuna, vabbuò?

Quando G.C. divenne un installatore di parabole


– Salve, lei è il signor G.C.?
– Esatto.
– Come è venuto a conoscenza della nostra azienda?
– Sono in contatto con i piani alti.
– Di questo edificio?
– No, del Cielo.
– Il canale televisivo?
– No. Con Iddio.
– Eh la Madonna…
– Quella è mia madre.
– Scusi, non volevo essere offensivo. In ogni caso, cosa la spinge a fare questo lavoro?
– Mi piacciono le parabole.
– In che senso?
– Non ne sbaglio una.
– Va bene, mi ha convinto. Il posto è il suo.
– Grazie mille. Non ve ne pentirete.
– Il suo primo appuntamento è domani. Alle 16:00.
– Ottimo.

Suona il citofono

– Salve, lei è?
– Il tecnico per la parabola.
– Prego, secondo piano.

– Salve, sono G.C.
– Salve, prego si accomodi. Dunque, questo è il decoder. Se vuole le mostro anche la via del tetto o il balcone, così può installare la parabola.
– Non ne ho bisogno.
– In che senso?
– Gliela racconto.
– Cosa?
– “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, dei briganti lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso..
– Ma cosa sta facendo?
– Non le piace questa? Allora ascolti quest’altra: “Un uomo aveva due figli. Il più giovane di loro disse al padre: “Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta”. Ed egli divise fra loro i beni. Dopo…
– Ma signor G.C. ci deve essere un equivoco. Io ho bisogno della parabola di Sky, non delle sue parabole…
– Sì, ma prima senta questa, è molto meglio di quella di Sky:”C’era un uomo ricco, che si vestiva di porpora e di bisso, e ogni giorno si divertiva splendidamente; e c’era un mendicante, chiamato Lazzaro…
– Senta G.C. io la ringrazio, ma non sono interessato a questo tipo di parabole. Io voglio le parabole che si mettono sul balcone o sul tetto o con le quali si vedono le partite, i film e le Serie TV. Ce le ha? Me le può montare? Adesso?
– Ehm no, però mostrarle la via del regno dei cieli.
– La guardo sul navigatore. La ringrazio.
– E se le dico quella del seminatore e i dei suoli? È molto avvincente…
– Meglio di no. La prossima volta magari. Cristo regni.
Sempre regni!

Ametista, David Bowie e il consulente.


Suona il Blackberry. Sullo schermo un nome: il consulente.

– Ciao Ametista.
– Ciao consulente.
– Una grossa cortesia, ti ho scritto poco fa…
– Sì? Non ho letto, scusami. Sono a casa. Sto preparando la cena a mia cugina che mi è venuta a trovare dall’Uzbekistan.
– Ok, senti Ametista. Mi servirebbero dei dati…
– Per quando?
– Per oggi.
– Sì ma sono le 20:00…
– Eee lo so Ametista, ma sono dati molto importanti. Me li aveva chiesti David…
– David chi?
David Bowie.
– Ma David Bowie è morto domenica…
– Eee lo so, lui però me li aveva chiesti ai tempi di Let’s Dance.
– Nel 1983?
– Esatto.
– Io non ero nato nel 1983…
– Nemmeno io Ametista, però sono molto importanti.
– Immagino… va bè, posso mandarteli domattina come prima cosa, visto che il referente è morto?
– Ametista, se ti è possibile entro mezzanotte. Ho una presentazione da chiudere entro le 3:00.
– Ok consulente, allora ritorno in ufficio, riapro il computer, estraggo i dati e te li invio per mezzanotte.
– Ti ringrazio molto Ametista, sei molto gentile.
Let’s Dance !

I teneri e inappropriati regali di mia madre


  • Giorgio, ti piace l’agenda che ti ho regalato? 
  • Molto.
  • La userai? 
  • Spesso.
  • Anche a lavoro?
  • Forse.
  • Come forse? 
  • Non è molto adatta ad un ambiente di lavoro…
  • Come no? 
  • Ma ti immagini me, in una riunione con i dirigenti e direttori, con l’agendina col cuore? 
  • Saresti tenerissimo.
  • No, sarei un minchione.
  • Non dire le parolacce. 
  • Ok, sarei inappropriato.
  • Va bè, allora la userai in giro, per prendere appunti? Per scrivere gli appunti per i tuoi scritti?
  • Non credo. In quei casi utilizzerei il telefono…
  • E quando cazzo la userai sta agenda? 
  • Non dire le parolacce.
  • Ok, quando la userai questa agenda?
  • Spesso.
questa l’agenda oggetto del post