I teneri e inappropriati regali di mia madre


  • Giorgio, ti piace l’agenda che ti ho regalato? 
  • Molto.
  • La userai? 
  • Spesso.
  • Anche a lavoro?
  • Forse.
  • Come forse? 
  • Non è molto adatta ad un ambiente di lavoro…
  • Come no? 
  • Ma ti immagini me, in una riunione con i dirigenti e direttori, con l’agendina col cuore? 
  • Saresti tenerissimo.
  • No, sarei un minchione.
  • Non dire le parolacce. 
  • Ok, sarei inappropriato.
  • Va bè, allora la userai in giro, per prendere appunti? Per scrivere gli appunti per i tuoi scritti?
  • Non credo. In quei casi utilizzerei il telefono…
  • E quando cazzo la userai sta agenda? 
  • Non dire le parolacce.
  • Ok, quando la userai questa agenda?
  • Spesso.
questa l’agenda oggetto del post

    Scusi, posso passare?


    Due signore
    cicciobomba
    coi passeggini a seguito
    su un mezzo pubblico
    alle otto
    del mattino.

    Due bambini
    in braccio
    alle signore
    vicino ai passeggini
    che gridano
    più delle signore.

    I signori
    accanto alle signore
    che guardano
    schifati
    i bambini
    e i passeggini
    e le mamme
    sui mezzi pubblici.

    Scusi, posso passare?
    Alla prossima scende?
    E dove vado, signora?
    E dove scendo, signora?
    Le sembra per caso
    che riesca a muovermi?
    Che riesca a scendere?
    Signora?

    Dovrei volare
    Signora
    sui passeggini
    Signora
    sulle signore
    Signora
    e sugli schifati
    Signora
    per farla passare.

    Se proprio vuole,
    signora
    se vuol passare
    magari
    potrebbe imparare a volare
    o a smaterializzarsi
    lei e il suo copricapo
    Oviesse.

    Signori e Signora,
    io rimango qui
    inerte
    accanto alle signore
    ai passeggini
    ai due bambini
    e agli schifati
    che mi guardano
    sdegnati
    aggregando altro sdegno
    a quello che hanno già.

    Non fare come Il Cinico


    Il Cinico è un mio collega. Un autentico burlone, Il Cinico.
    Se l’ultima release Istat ha confermato che il Diavolo ne sa 1000, non stento a credere che Il Cinico ne sappia 1001.

    Qualche giorno fa ho chiesto al Cinico se avesse comprato il mio libro.
    Lui mi ha guardato, mi ha sorriso e mi ha detto:
    – Giorgio, io non leggo le tue email. Figurati se ho letto il tuo libro…

    Lettore di questo post, tu non fare come Il Cinico; (compra e) leggi il mio libro.
    Io, da parte mia, ti assicuro che non ti invierò alcun tipo di email.

    Qui di seguito, alcuni link che ti aiuteranno a non ripetere le sbagliate azioni del Cinico.
    Basta scegliere tra:
    – la A di Amazon
    – la E di e dai, compratelo, suvvia…
    – la F di Feltrinelli.

    L’amore ai tempi degli Hipster vol. 13


    Ecuadoriani (o ecuadoregni?) che si sfondano di alcol (o alcool?) ascoltando reggaeton da casse portatili.

    Quei bambini che a 15 anni non vedono l’ora di dimostrarne 38.

    I canti dei ragazzi delle azione cattoliche sulle bellezze di Gesù Cristo.

    La cabina di regia; la scoperta quando sei in ferie, di una categoria temporale reclusa ai lavoratori d’ufficio: il pomeriggio; quelli con la sciarpa, d’estate, con 45 gradi.

    I film di mazzate dove vanno tutti quanti contro il più forte ed invincibile, però uno alla volta

    La grama è prevedibile età della vita in cui si passa più tempo a pettinarsi la barba che i capelli.

    L’ansia di dover mangiare pizza con i napoletani.

    L’importanza del doversi addormentare prima che passi il camion della nettezza urbana.

    Lo spaventapasseri, sempre sottovalutato, vista la sua maestria nello spaventare anche i merli e le cornacchie.

    o

    I trentacinquenni con la dicitura “studente presso” su Linkedin; I dj di quarant’anni che suonano ai post happy-hour. gli ottantenni che camminano mano a mano.

    Quelli che invece di leggere Garcia Marquez leggono la Bibbia; l’immoralità dello jogurt dopo pranzo; le magliette di certe donne, comprate in base ai tatuaggi da esibire.

    La prevalenza degli artisti che sono tali perché possono permetterselo.

    La cinica tentazione di aggiungere sul cartellone “HO FAME” dei mendicanti: e vai dal cane.

    Le tratte sfigate in promozione delle compagnie aeree: tipo Brindisi-Perugia.

    Le magliette un po’ sollevate sulle pance, per strada, a causa del caldo. I porta spiccioli dei tassisti; le pubblicità dei materassi un pò porno.

    I ragazzi giovani con i corpi sfatti.

    La puzza di fumo, ancor più terribile quando raffreddato.

    Una cantilena dalla glottide impastata, l’onta che pagano le donne sarde per la loro eccessiva bellezza.

    o

    L’abnormità dei piatti di pasta: metro di paragone dell’affetto nei tuoi confronti delle addette alla mensa.

    L’estasi del sudore provocato dal paracetamolo quando sei malato.

    Quella categoria di persone che durante un viaggio in pullman mangia incessantemente e senza sosta; quella categoria di batteristi che canta con la bocca aperta; la differenza tra prima e seconda punta.

    L’ambaradan, con la m o con la n?

    Il campeggio; le delusioni delle notifiche di linkedin; il seminterrato che in realtà non è semi ma quasi sempre tutto interrato.

    I supermercati, il lunedì, alle 8 di sera; l’inclemenza dei krauti; la moneta da 50 centesimi, più grossa della moneta da 1 euro.

    Le blogger, le food blogger, le fashion blogger.

    L’attitudine al saluto (nascosta) dei cinesi negli ascensori.

    I genitori che intimano ai figli, in spazi aperti e immensi: non correre.

    Il vero dramma moderno: le mamme che non danno mazzate ai figli che gridano nei mezzi pubblici

    Un brano per chi sa che l’inverno sta arrivando ma che per ora si gode questo sprezzante autunno.

    SE SEI INTERESSANTE AI PRECEDENTI VOLUMI: CLICCA QUI

    Tà sboro


    Corteggiava una ragazza molto bella
    e molto siciliana.
    Troppo probabilmente.

    Nel mentre si recò a Venezia
    ed essendo sempre stato
    molto attratto dai murales
    fotografò
    una scritta sul muro.

    Su quel muro
    e nella foto
    c’era scritto: Tà sboro.

    Per far capire dov’era
    e fare entrare la ragazza
    nella cultura del luogo
    le inviò la foto.

    Dopo aver ricevuto quella foto
    con quella scritta
    la ragazza non gli rispose mai più.

    Nemmeno per scherzo.

    giorgiodamatosenzapostrofo-tasboro