Tag: Giorgio Damato
Presentazione “Mastica bene che stanno le spine” @ Barletta
Dove trovare (sempre) ONLINE: Mastica bene che stanno le spine
Amici,
un’informazione di servizio:
Amazon e Feltrinelli stanno facendo i birbanti e potreste “momentaneamente” non trovare il libro in vendita.
Dove continuerete a trovarlo, sempre, è QUI.
Perciò, non fatevi intimidire dai riassestamenti dei giganti ma continuate a lottare con i nani dell’editoria (ovviamente col fine di farmi diventare multi milionario ASAP)

Mastica bene che stanno le spine | come comprarlo online
A seguito delle miriadi di richieste, nazionali e soprattutto internazionali, qui alcune indicazioni per comprare il libro più bello dell’ultimo quinquennio: ONLINE:
Per gli sfegatati degli acquisti online:
scontato ad un imperdibile 15%
– su Amazon
– su Ebay
Per gli sfegatati degli acquisti online (delle librerie online):
sempre scontato ad un imperdibile 15%
– sul sito della Feltrinelli
– sul sito della Mondadori
– sul sito della casa editrice Europa Edizioni (per scegliere se cartaceo o in ebook)
– sul sito dell’Ibs
Per chi ha nostalgia dell’università:
diciamolo, anche qui ad un imperdibile 15%
– sul sito di Libreria Universitaria
Per chi si sente un po’ scienziato:
– sul sito della Hoepli
Scegliete il vostro sito preferito.
Procedete con l’acquisto online.
E fatemi diventare ricco, dannazione!
Copie, ne abbiamo?
Ci siamo.
Ho ricevuto le prime 100 copie del mio libro.
Chi non può più aspettare e ha spamosdici bisogni di lettura, in attesa di info su librerie ed ebook, può:
– scrivermi (in privato, sul tel, su questo post)
– chiamarmi (con l’anonimo, sul tel, anche con w.app)
– denunciarmi (perchè una denuncia, al giorno d’oggi, è sempre meglio averla in curriculum)
-> per comperare una copia

A breve, molto a breve, info su librerie ed ebook, (anche se l’ho già scritto sopra).
Lavorate nel Digital Marketing: questa è la poesia che vi meritate
Lato nostro
a stretto giro
apriamo un tavolo
a bocce ferme
buchiamo la consegna
e siamo noi gli l’owner
ma forse è una mia assumption
social
cattate, deliverate e fixate
scheduliamo e fasatevi
quick and dirty, tbd, tbc.
Sei in cc o in ccn?
Out of office?
Ppt?
Un recap, un mock-up, un kick-off, un update, un trade-off, un debug ,un rework, uno spin-off, grazie.
Il nostro tema
forse è in spam
ferma il calendar e fissa un momento,
on top.
Il benchmark e l’out of scope
stimando i giorni uomo
sharando si impara
Sem e Seo
C’è un refuso
apri il file
splitta
screccia
cecca
device, multidevice, crossdevice
inbox, outbox, sandbox.
Ringraziando in anticipo
vedete criticità
il nostro supporto
resto in attesa?
Grazie m.
Le recensioni dicotomiche – American Sniper –
Quando quel pomeriggio rifiutai le avances di Charlize Theron
– Ciao, ma tu sei Giorgetto?
– A dire il vero sarei Giorgio. Se tu vuoi però, puoi chiamarmi anche Edorarduccio…
– No. Preferisco Giorgetto.
– Perfetto. Tu sei invece Charlize Theron?
– Si, ma puoi anche chiamarmi Carmen se vuoi…
– No. Preferisco chiamarti Charlize. È molto più luxury.
– Come vuoi Giorgetto…
– Senti Giorgetto…
– Dimmi Charlize…
– Ho sentito parlare molto di te. Ho letto parecchie tue cose, e…
– E…
– E oggi pomeriggio,
– Siii
– Prima di andarmene da questa città,
– Siii
– Vorrei fare robba con te.
– Ah.
– Che c’è Giorgetto?
– Nulla.
– È perché fai questa faccia?
– Mah, mi aspettavo che mi dicessi come si fa ad arrivare in stazione con l’Enjoy, o che mi chiedessi in che ristorante mangiare stasera…
– Perché, non vuoi fare robba con me?
– Guarda, vorrei davvero..
– Ma?
– Ma devo stirare le camicie.
– Devi stirare le camicie?
– Sì, è domenica, domani ritorno in ufficio. Ho bisogno di camicie ben stirate per tutta la settimana…
– Cioè, mi stai rifiutando? Stai rifiutando di fare robba con me? Con Charlize Theron?
– No Charlize aspetta, non guardarla da questa prospettiva…
– E da che prospettiva la dovrei guardare? Mi stai dando un pacco, a me, a una super star di Hollywood, per stirare delle camicie…
– Sei la solita Charlize! La solita star! Ogni volta poni le tue esigenze dinnanzi agli impegni degli altri. Cosa penserebb la mia responsabile, se domani andassi in ufficio con una camicia non stirata, eh?
– Forse che…
– Forse cosa? Credi che al mio manager interesserebbe qualcosa, eh?
– Magari però potresti dirgli che ieri pomeriggio hai fatto robba con me, e che non hai potuto…
– Non ho potuto, cosa? Stirare? È facile parlare per te, Charlize, è troppo facile. Tu non sai cosa vuol dire doverti rifiutare, oggi pomeriggio. Tu non hai idea di cosa significa accarezzare un ferro da stiro e non i tuoi pregiati seni… Tu non lo sai!
– Dai Giorgetto, non fare così. Io volevo solo fare robba con te, oggi pomeriggio.
– Lo so Charlize, lo so. Ma io non posso. Davvero. E te lo dico col cuore in mano, disperato.
– Oh Giorgetto, sono mortificata.
– No Charlize, non devi. Non devi. Voglio che tu sia felice, come lo eri prima.
– Va bene. Lo sarò. E ti lascerò alla tua mansione quotidiana: stirare le camicie.
#Barlettification
Parecchi anni fa io e il mio amico Fabrizio Sinisi, che mi costa fatica non chiamare Vladimir, eravamo seduti insieme, nella stessa classe, dello stesso liceo.
Non studiavamo molto. Diciamo che non studiavamo proprio. L’unica cosa che facevamo era leggere. Leggevamo tanto perché ci piaceva scrivere, e invece di stare attenti alle lezioni di fisica, discutevamo dell’impianto narrativo della buonanima Garcìa Marquez.
Sbagliavamo probabilmente, perché se ad oggi ne avessimo saputo un po’ più di fisica e un po’ meno di letteratura sudamericana, probabilmente saremmo stati uomini più completi.
Fatto sta che dopo molti anni di università, di studi tra loro diversi ma in realtà compatibili, abbiamo fatto qualcosa insieme. Qualcosa di molto carino, speriamo.
La prossima settimana andrà in scena: #Barlettification, uno spettacolo teatrale che abbiamo scritto. Io e lui. Spettacolo che Gianpiero Borgia ci darà la possibilità di portare in scena.
Chi sarà fuori dalla nostra città e non riuscirà a vederlo, sarà perdonato. Ma anche chi non ci riuscirà subirà lo stesso trattamento. Perché questo post alla fin fine è soltanto una marketta. Una marketta però, che una volta tanto, mi riempie di orgoglio.


