Tag: Giorgio Damato
#04 Gianna la Tutor – Ametista Lostagista
#03 L’Update con la Mamma – Ametista Lostagista
#02 Totò l’IT Manager – Ametista Lostagista
Quando G.C. divenne un installatore di parabole
– Salve, lei è il signor G.C.?
– Esatto.
– Come è venuto a conoscenza della nostra azienda?
– Sono in contatto con i piani alti.
– Di questo edificio?
– No, del Cielo.
– Il canale televisivo?
– No. Con Iddio.
– Eh la Madonna…
– Quella è mia madre.
– Scusi, non volevo essere offensivo. In ogni caso, cosa la spinge a fare questo lavoro?
– Mi piacciono le parabole.
– In che senso?
– Non ne sbaglio una.
– Va bene, mi ha convinto. Il posto è il suo.
– Grazie mille. Non ve ne pentirete.
– Il suo primo appuntamento è domani. Alle 16:00.
– Ottimo.
Suona il citofono
– Salve, lei è?
– Il tecnico per la parabola.
– Prego, secondo piano.
– Salve, sono G.C.
– Salve, prego si accomodi. Dunque, questo è il decoder. Se vuole le mostro anche la via del tetto o il balcone, così può installare la parabola.
– Non ne ho bisogno.
– In che senso?
– Gliela racconto.
– Cosa?
– “Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, dei briganti lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso..”
– Ma cosa sta facendo?
– Non le piace questa? Allora ascolti quest’altra: “Un uomo aveva due figli. Il più giovane di loro disse al padre: “Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta”. Ed egli divise fra loro i beni. Dopo…”
– Ma signor G.C. ci deve essere un equivoco. Io ho bisogno della parabola di Sky, non delle sue parabole…
– Sì, ma prima senta questa, è molto meglio di quella di Sky:”C’era un uomo ricco, che si vestiva di porpora e di bisso, e ogni giorno si divertiva splendidamente; e c’era un mendicante, chiamato Lazzaro…”
– Senta G.C. io la ringrazio, ma non sono interessato a questo tipo di parabole. Io voglio le parabole che si mettono sul balcone o sul tetto o con le quali si vedono le partite, i film e le Serie TV. Ce le ha? Me le può montare? Adesso?
– Ehm no, però mostrarle la via del regno dei cieli.
– La guardo sul navigatore. La ringrazio.
– E se le dico quella del seminatore e i dei suoli? È molto avvincente…
– Meglio di no. La prossima volta magari. Cristo regni.
– Sempre regni!
Mi piacciono i tuoi nei
– Mi piacciono i tuoi nei.
– Quali?
– Quei tre vicino alla tua bocca.
– Quelli che sembrano la costellazione di Deritu?
– A me sembravano un triangolo isoscele, ma comunque sì, quelli.
– È che tu sei un ingegnere…
– No, è che tu stai sotto con Brezsny, ed ogni cosa è colpa delle stelle.
– E di me, cosa ti piace di me?
– Mi piace il tuo carattere?
– Del mio fisico intendo.
– Mi piacciono i tuoi zigomi?
– Perché?
– Sono alti.
– Mica tanto.
– Tanto, per essere nato a Catanzaro.
– E di me, cosa ti piace di me?
– Te l’ho già detto, i tuoi nei.
– Oltre i miei nei…
– Il tuo polso.
– Non entrambi?
– No, quello sinistro è più intrigante.
– Volevo sentirti dire che ti piaceva il mio seno. O il mio sedere. O le mie gambe.
– Non è un po’ troppo?
– È il minimo che potevi dirmi…
– È il massimo che volevo darti.
– Minimalista.
– Mi piacciono i tuoi nei.
Recensione #4

Gennaio 2016: basta abbuffate del cazzo
Natale 2015: basta regali del cazzo
Scusi, posso passare?
Due signore
cicciobomba
coi passeggini a seguito
su un mezzo pubblico
alle otto
del mattino.
Due bambini
in braccio
alle signore
vicino ai passeggini
che gridano
più delle signore.
I signori
accanto alle signore
che guardano
schifati
i bambini
e i passeggini
e le mamme
sui mezzi pubblici.
Scusi, posso passare?
Alla prossima scende?
E dove vado, signora?
E dove scendo, signora?
Le sembra per caso
che riesca a muovermi?
Che riesca a scendere?
Signora?
Dovrei volare
Signora
sui passeggini
Signora
sulle signore
Signora
e sugli schifati
Signora
per farla passare.
Se proprio vuole,
signora
se vuol passare
magari
potrebbe imparare a volare
o a smaterializzarsi
lei e il suo copricapo
Oviesse.
Signori e Signora,
io rimango qui
inerte
accanto alle signore
ai passeggini
ai due bambini
e agli schifati
che mi guardano
sdegnati
aggregando altro sdegno
a quello che hanno già.

