Beppe Beppe Conte


Beppe, Beppe Conte
quanto sei potente?
Beppe, Beppe Conte
quanto sei clemente?
Quanto intelligente?
Quanto? Non fa niente…

Beppe, Beppe Conte
tu sei anche onniscente.
Curi i mari dalla plastica
lavi i muri dalla svastica
sulle arterie fai angioplastica
fai diritto a chi ne mastica.

Beppe, Beppe Conte
tu sconfiggi carestie
tu distruggi tirannie
piaci un sacco alle mie zie
alle donne delle pulizie.

Metti pace tra gli afghani
tra l’America e i cubani,
tra il Pd e i democristiani
che son sempre stati a pace…

Beppe, Beppe Conte
libera la mente
Beppe, Beppe Conte
culto incandescente, Padre Pio presente,
non mi hai fatto niente
faccia di serpente.

Beppe, Beppe Conte
voglio un tuo santino
sguardo birichino
occhi da bambino
caschetto divino.

Beppe, Beppe Conte
sei il nostro tenente
sfondi i muri col pensiero
tu sei il nostro condottiero
se ci doni all’uomo nero
stiam con lui anche un mese intero.

Con te i patti sono chiari
con te i giorni sono vari
con te i conti sono pari
con te insegna a noi scolari

Beppe Conte Beppe Conte e e
Beppe Conte noi crediamo in te te
chi non salta Beppe Conte e e
chi non salta Beppe Conte e e

Gentil oni


Gentil oni
casco grigio in testa
gira mondo
un incontro all’ora
un è senza accento
tante puttanate, senza sosta.

Gentil vola in Grecia, vola in spiagge, vede Tsipras
applausi, applausi, applausi per Tsipras
Gentil va in America, va nell’Onu, palazzo di vetro inferno di cristallo
incontra Bruce Willis che fuma sudato
un nero lo aspetta al piano terreno
con un walkie tolkie in mano
scoppia il palazzo di vetro
si salvano Bruce e il suo amico, nero
emerge del fumo, nero, dall’edificio
Oni resta a casa a Frosin oni
bigio e fiacco ruota i pollici
non si acciglia in discussioni.

Bruce incontra Gentiloni
e fumano insieme in Cadilacc cobalto
e il nero si offende e monta un casino pauroso

Crisi di governo: Gentiloni, Bruce Willis e il nero
si parla di migranti
finite le caserme
finiti i mari mediterranei da navigare con i gommoni dell’Iper
il nero propone: mandiamoli a Nuova York
nei palazzi di vetro inferno di cristallo
tanto scoppieranno, a breve.
Mandiamoli.
Vota la Camera
vota il Senato
volta pagina Mattarella:
approva palazzo Madama venduto alle onlus colluse.
Gentil oni oni oni si grida sui bancali
ordine del giorno: quante belle figlie ha Madama Dorè?
Mme ne dareste una? dice il nero
la regalo ai miei fratelli neri, nei palazzi di vetro, inferno di cristallo, di Nuova York
tanto scoppiano
tanto muiono
tutti tranne Bruce

Madama Dorè chiama il nero:
segreteria telefoinica si prega di lasciare un messaggio
mia figlia non te la do, caro il mio nero, firmato Madama Dorè
Gentil oni: oni oni oni
sudato esce a fumare
incontra i neri col passaporto dell’Iper
aspettano madama Dorè
un due tre stella: giocano i neri col nero che ascolta il messaggio sul cellu lasciato da Madama Dorè

E intanto afferma Gentiloni
casco grigio voce cauta
stiamo facendo le dovute valutazioni
e intanto
ci spiazza di soppiatto:
il cielo è sempre più blu.
Gentil oni, on oni oni.

giorgiodamatosenzapostrofo-paologentiloni.jpg

Gaetano Sburrazzi sul tema del family day


Tutti quanti a diciri e a parlari
di stu minchiazza di
Familiddei.

Io n’aggia combreso
esclusivamente
la spiegazione a chi cosa vuole dire
Familiddei.

Cud ca voliss dicere
a tutti si professura
della minchiazza fritta
che stann a deic che le famigghie
debbono essere sulamenti di una manera
è questa considerazione:

Aviti diggerire
e in ta la capu v’aggia trasiri
che tutti simo ugualemente
e tutti ammu teneri
li diritti ugualemente.

Pure li richiuna, vabbuò?

Un radioso futuro di #sangueemmerda


Con lentissimi e sballottolati spasmi si sta arrivando a capire che la sinistra italiana, tradizionalmente intesa, è una categoria concettuale in via d’estinzione.
Da sempre perdente, fumosa, teorica. Purtroppo da sempre velleitaria ed astratta.
Un opaco collage contenutistico di Primo Maggio e rassegne indipendenti polacche.
Teoricamente meravigliosa. Praticamente inconcludente.
Come una coppia d’attacco Recoba-Vucinic.

L’emergere tellurico dell’ascendente Matteo Renzi, con la sua opera di pulizia dell’apparato gerentocratico della segreteria Pd, sta portando i suoi frutti.
È incerta a tutti, politici compresi, la sorte del primo (anche se di pochi voti) partito d’Italia. Ciò che emerge, netto e inopinabile, è l’evidente terrore del dopo. Del vuoto. Del vuoto del dopo.
– un omaggio a Ghezzi, e alle sue rassegnate rassegne polacche –
Visibile è la paura di un apparato destinato a perdere il potere. Che digrigna i denti, che tira la fune. Che come Anthony Hopkins non vuole lasciare il Bounty.
E tutto questo non a causa ma grazie a Renzi.

C’è una classe dirigente che si sta accorgendo di essere fuori da un mondo che ha vissuto, e del quale ha mangiato i migliori frutti; c’è una classe dirigente cieca, che egoisticamente non si accorge di aver fallito. Ripetutamente. Clamorosamente. Incontrovertibilmente.
C’è un governo che pattina nella merda. Ma lo fa con Rollerblade californiani.

Ci sono uomini e partiti di un Parlamento (che c’è ma che non c’è) che sono in realtà uomini di Partito. Di collegi. Di sezioni. Di logiche di scambio.
Che antepongono il personale al pubblico. Che difendono interessi. Che prendono tempo. Tanto di tempo ce n’è… Tanto le ruote dei Rollerblade si consumino lentamente… Tanto in Italia si sta bene. Si mangia, si scia e c’è il sole.
“Questa è vita disse il cacciavite”.

Negli insulti (tra e del) Pd c’è una speranza e una bozza di una rottura intestina. Di una rottura per certi versi provvidenziale. Dello scollamento e insabbiamento ideologico di quel terzo di italiani che in politica ha sempre perso. In modo quasi orgoglioso.
Ci si accusa e si lotta. Ci si discredita e ci si offende.
Come se la scelta di un Presidente della Repubblica fosse la scelta dei tavoli al matrimonio: quello sì, quello no. Quello a me quello a te. Quello e quell’altro non insieme, che allo scorso matrimonio  hanno litigato…

Matteo Renzi: aiutaci. Aiutaci a smembrare un partito. Aiutaci a smembrare un sistema. Aiutaci a dare una forma politica ad un paese che non vive di valori e proposte, ma di anti e pro Berlusconi.

Perchè saremo sfortunati, tristi e stagisti, ma non dovremmo credere che anche il futuro sarà
#sangueemmerda  

Schizzo_di_sangue