ELSA SPINACI – S1E2


IL RIENTRO DALLE FERIE

Stamattina ho rivisto Elsa Spinaci, la giovinastra ottantenne del mio condominio. È stato bello rincontrarsi dopo così tanti giorni di sofferente distanza.

Continua ad esserci del Feeling tra me ed Elsa. Ogni giorno e sempre di più, mi sento di dire.
Vicino al portone, a discapito del vento gelido del mattino, abbiamo ripercorso gli eventi salienti delle feste. Son state feste impegnative, mi ha detto Elsa. Ogni giorno, alle 7, sono andata a messa e poi ho preparato il brodo per mio marito.
Anche il 28? Le ho chiesto. Certo.
Anche il 29? Certo.
Anche stamani? Certo.
Poi il vento ha iniziato a soffiare più forte e ci siamo dovuti congedare.
Vado signor Giorgio. È sempre un piacere conversare con lei, mi ha detto.
Tutto mio, signora.
Immagino vada a preparare del brodo, giusto?
Esatto. Lo tenga sempre bene a mente: il brodo è vita.
Certo, signora Elsa. Certo.

Elsa Spinaci – S1E1


CALL ME BY MY NAME

È innegabile che tra me e la signora Spinaci, giovinastra ottantenne del mio condominio, ci sia del feeling. L’ho notato l’altro giorno, quando le ho tenuto il portoncino d’uscita del palazzo, ricevendo un sorriso a tutta dentiera. La conferma definitiva però è arrivata ieri, quando l’ho ringraziata per un suo apprezzamento al mio nuovo look, con la barba corta. È lì che l’ho capito definitivamente, quando dopo un mio educato: ‘grazie mille’ la signora Spinaci, guardandomi negli occhi, mi ha detto: Signor Giorgio, mi chiami pure Elsa…

La tragica storia di Chissene e Frega cap. 1


In un’assolata notte d’estate, Ezio e Pina decisero di fare all’amore.
Lo fecero con forza ed entusiasmo, svegliando molti sonni stentati del loro palazzo.
Chissenefrega che si svegliano tutti, ammor mì, disse Ezio, in questa notte assolata stanno tutti svegli.
Fa caldo. E dormire non si può. Chissenefrega. Grida. Grida di passione.
Aaaaaaaaaaaaaaaa

Da quella notte assolata, zeppa di amore e sudore, nacquero due figli. Due gemelli. Un maschio e una femmina.
Fossero stati entrambi maschi o entrambi femmine, non ci sarebbero stati problemi.
Nome del nonno materno e paterno; nome della nonna materna e paterna; a entrambi: la giusta soluzione.
Il problema è che nacquero una bambina e un bambino, gemelli, quasi nello stesso momento.
Quasi, per fortuna della mamma.
Perciò, il problema che si pose sin da subito, fu come chiamare quei due bambini nati quasi insieme.

Parteciparono tutti alla questione del nome. Anche Pina, nonostante i dolorini al pancino, volle prendere parte al futuro naming della sua prole.
Nella sala parto, felice e festosa, tutti dissero la propria.
Ora, non si potranno replicare tutti i contributi dei parenti in sala, ma gli highlitghts furono più o meno questi:
L’ostetrica disse: Cristianucci, perché non li chiamate Quasi e Insieme?
È una puttananta, dissero in molti.
È una puttana, disse una delle nonne in sala.
Non è una puttana – disse un nonno in risposta a sua moglie – è che le piace vivere la vita.
È un’idea simpatica disse Ezio.
E poi aggiunse: chiamiamoli Chissene e Frega. Così sembrano un po’ giapponesi e un po’ tedeschi. Di sicuro non sembreranno di Campobasso, come sono e saranno.

Anche in questo caso tutti dissero che era un puttanata. Tranne Pina, la mamma dei bambini, che disse: a me mi piace.
Mi piace questa idea del Giappone e della Germania, aggiungendo infine un verso di dolore: aia, sempre per i dolori di cui sopra.
Volti tristi nella sala, soprattutto per l’ostetrica, derubata del copyright sul nome bizzarro.

Insomma, in quella sala, quel pomeriggio, fu presa una decisione. I due bambini si sarebbero chiamati Chissene e Frega. In barba alla tradizione, ai copyrights dell’ostetrica e ai patronimici di Campobasso.