La tragica storia di Chissene e Frega cap. 1


In un’assolata notte d’estate, Ezio e Pina decisero di fare all’amore.
Lo fecero con forza ed entusiasmo, svegliando molti sonni stentati del loro palazzo.
Chissenefrega che si svegliano tutti, ammor mì, disse Ezio, in questa notte assolata stanno tutti svegli.
Fa caldo. E dormire non si può. Chissenefrega. Grida. Grida di passione.
Aaaaaaaaaaaaaaaa

Da quella notte assolata, zeppa di amore e sudore, nacquero due figli. Due gemelli. Un maschio e una femmina.
Fossero stati entrambi maschi o entrambi femmine, non ci sarebbero stati problemi.
Nome del nonno materno e paterno; nome della nonna materna e paterna; a entrambi: la giusta soluzione.
Il problema è che nacquero una bambina e un bambino, gemelli, quasi nello stesso momento.
Quasi, per fortuna della mamma.
Perciò, il problema che si pose sin da subito, fu come chiamare quei due bambini nati quasi insieme.

Parteciparono tutti alla questione del nome. Anche Pina, nonostante i dolorini al pancino, volle prendere parte al futuro naming della sua prole.
Nella sala parto, felice e festosa, tutti dissero la propria.
Ora, non si potranno replicare tutti i contributi dei parenti in sala, ma gli highlitghts furono più o meno questi:
L’ostetrica disse: Cristianucci, perché non li chiamate Quasi e Insieme?
È una puttananta, dissero in molti.
È una puttana, disse una delle nonne in sala.
Non è una puttana – disse un nonno in risposta a sua moglie – è che le piace vivere la vita.
È un’idea simpatica disse Ezio.
E poi aggiunse: chiamiamoli Chissene e Frega. Così sembrano un po’ giapponesi e un po’ tedeschi. Di sicuro non sembreranno di Campobasso, come sono e saranno.

Anche in questo caso tutti dissero che era un puttanata. Tranne Pina, la mamma dei bambini, che disse: a me mi piace.
Mi piace questa idea del Giappone e della Germania, aggiungendo infine un verso di dolore: aia, sempre per i dolori di cui sopra.
Volti tristi nella sala, soprattutto per l’ostetrica, derubata del copyright sul nome bizzarro.

Insomma, in quella sala, quel pomeriggio, fu presa una decisione. I due bambini si sarebbero chiamati Chissene e Frega. In barba alla tradizione, ai copyrights dell’ostetrica e ai patronimici di Campobasso.

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