Battiato dreaming


Osservo cervi muti
parlare di politica
nei boschi della Scozia

lamentano un po’ attoniti
scissioni paventate
del mondo democratico

non hanno ancora inteso
politici e politoligi
che siamo in ere drag and drop

davanti nei congressi
ottuagenari frusti
ambiscono al rispetto.

RIT:
Per questo per protesta
affondo sul divano
e guardo docu: Deadlist Catch
chi pesca grossi granchi
a 40k l’anno
ha tutto il mio rispetto.

E poi le palme bruciano
le nuove palme in Duomo
le palme amiche del caffè

piantate non per datteri
son piante per il marketing
strizzano l’occhio assai all’Islam

chiudiamo le frontiere
facciamo grossi muri
salvo sarà poi il popolo

basta che resti aperto
il canale con l’oltralpe
almeno per il Veuve Clicquot.

RIT:
(vedi sopra)

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Una cosa che mai nessuno ti ha detto


Immagino fossi tu ieri
intrappolata sotto una mantella rossa più grande di te
che ti rendeva molto simile a un panzerotto pomodoro e mozzarella.

Dovevi essere tu
per forza
nessuno ha quegli occhi
quel sorriso
e quell’odore da pistacchio appena colto
che se i pistacchi potessero cogliersi mi voterei a questo sport notte e giorno.

Anche se eri tu
ormai son certo fossi tu
non ti ho fermato di proposito
non volevo chiederti: come stai
non volevo sapere dove stessi
non volevo dirti cosa facessi
nè come sia cambiato in questi anni.

Mi rendono cupi questi giorni
il Natale mi rattrista
Gesù Cristo, poveretto,
ogni anno costretto a nascere
senza ostetriche
senza riscaldamento
senza macchina per l’ittero.

Avrei voluto dirti
com’è possibile che tu dia di pistacchio?
facendoti pensare che uno matto come me
fosse difficile da trovare
(almeno all’esterno di un centro di recupero).

Per questo stasera
se e quando ti vedrò
mi avvicinerò a te
quatto e guardingo
e guardandoti negli occhi
aspettando un tuo sorriso
ti dirò una cosa
che nussun uomo prima d’ora
ti ha mai detto:
Buon Natale.

Mio fratello, l’imprenditore


Un giorno,
il professore dell’università di Bournemouth (che pronunciata con l’accento local sembra una città del Medio Oriente) ha detto a mio fratello e ai suoi colleghi del Master in  Retail e Digital Marketing Communication:
simulate la creazione di un prodotto commerciale e consegnatemi una case history analizzandone:
– punti di forza
– punti di debolezza
– possibili next steps

Ricevuto il pdf, il professore è rimasto molto contento; mio fratello: no.
Indi per cui è passato: dalla creazione di un pdf alla creazione di un Brand: SHEEPLE.

giorgiodamatosenzapostrofo-sheeple

[ Sul sito vi assicuro che ci sono migliori, ci tenevo a farvi vedere però che c’é anche un frizzantissimo  Instagram]

 
Bene,
siccome tra poco è Natale e tra poco affollerete le strade come delle pazzeske alla ricerca di regali pazzeski, vi porgo  (per dirla come il prof. di mio fratello) 2 questions:

1) perché non passate dall’attuale store  di SHEEPLE
@Barletta, in C.So vittorio Emanuele 6,
e non comprate felpe a iosa?
(non dovete comprarle solo a iosa, anche qualcuna per voi stessi).

2) Se siste dei p.p. (pigroni portentosi) perché non le acquistate direttamente online,
da qui?  DEVI CLICCARE PROPRIO QUI

Io, delle idee regalo incredibili ve le ho date.
Pensateci due volte adesso, prima di manadre w.app vocali in cui:
– vi lamentate che non sapete cosa regalare a #chiccessia
– vi lamentate che nessuno vi da dei buoni motivi per spendere soldi in favore dei talenti under25.

Perchè io non vi ascolterò e farò orecchie da mercante.
Visto il periodo: in fiera.

 

Il bambino che aveva la voce come Katia Ricciarelli


– Dottore, sono qui con mio figlio per il problema che le avevo accennato l’ultima volta…
– Ovvero?
– Mio figlio ha un’ ottava sfalsata.
– Di seno?
– No, di voce.
– Cioè?
– Cioè: quando parla sembra Katia Ricciarelli.
– Accidenti… Vediamo un pò… Egidio, ciao, dimmi pure qualcosa. Come stai?
– BENISSIMOOOOO DOTTOREEEREEE.
– Ma è incredibile! Sembra davvero Katia Ricciarelli. Ha una voce portentosa…
– No dottore, ha una voce da scassacazzo. E io vorrei che iniziasse ad avere una voce normale.

– Capisco. Capisco il problema. Allora, così, ad occhio, anzi, così, a orecchio, probabilmente abbiamo ben due soluzioni .
– Mi dica…
– CIII DIIIICCAAAAAA.
– Egidio, tu non parlare più. Fai parlare me, ok?
– VA BEEEEENEEEE.
– Dunque, o gli tagliamo la gola, (gli facciamo un bel taglio, un taglio anni ’80) oppure lo mandiamo a XFactor.
– Ad XFactor l’ho già mandato…
– E che hanno detto?
– Arisa ha detto che non gli era arrivato. Era troppo troppo Katia e troppo poco Ricciarelli.
– CII SONOOO RIMASTOOO MOLTOO MALEEE, O MIO DOTTOREEE.
– Egidio, ti ho detto stai zitto, a papà.
– Quindi, praticamente, resta solo la soluzione del taglio.
– Così pare, dottore.

– E va bene, allora procediamo. Non ti preoccupare Egidio, ti farò un bel taglio. Sarai un figurino con la tua nuova gola tagliata. Vuoi dire un’ultima cosa con la tua voce alla Katia Ricciarelli?
– Dottore, come se l’avesse detto. Proceda pure.