Nel 2015 ho pubblicato il mio primo libro.
Nel 2017 credo di averne scritto un altro: “L’arbitro non fa il monaco”
Non credo riuscirò mai a pubblicarlo, per questo motivo pubblicherò tutte le poesie, qui di seguito…
IV
a. Graziella (How deep is your love)
b. Il bambino africano che mangiava poco
c. Le scienze della comunicazione
d. I culi su Instagram
e. Ello
f. Tartaro
g. Tutto l’amore del monte
h. Se-maforo
i. Sgomento
Ciao Evaristo.
Ciao Egidio, come va? Dimmi tutto…
Tutto bene, Evaristo. Ti chiamavo al volo per dirti due cose.
Dimmi pure.
Innanzitutto volevo ringraziarti per il file di recap che mi hai inviato.
Ma figurati…
È davvero molto utile e preciso.
Grazie ancora. Per voi questo ed altro.
E poi Evaristo volevo chiederti un’altra cosa.
Dimmi.
Il mio capo ha letto la tua email.
Ottimo…
Però non si trovava molto d’accordo sull’ultimo punto.
Mh, ok…
E ha detto ad alta voce che: se fosse per lui tu potresti anche buttarti dal balcone.
Dal balcone?
Sì, dal balcone. Io infatti sto portando avanti l’attività e vorrei chiederti se per te questa richiesta rappresenta una criticità…
Mah guarda, non credo. Dipende… Entro quando dovrei buttarmi?
Mah, sai… non immediatamente, c’è un po’ di tempo…
Ah ok, credevo fosse prioritario…
No, non è urgente, volendo anche tra due settimane, prima che inizi il nuovo quarter insomma… l’importante è che tu lo faccia, sai:me l’ha chiesto il mio capo…
Eh beh Egidio, è chiaro, se è il tuo capo a importi il mio suicidio, di certo io non posso farci nulla; senti, comunque, a ben pensarci non credo vi siano particolari problemi; magari però sento al volo anche il mio capo e mi assicuro che anche lui sia d’accordo, che dici?
Certo, certo, ci mancherebbe altro. Che facciamo poi, mi mandi tu un’email di conferma?
Sì, ti confermo la presa in carico dell’attività, il parere del mio capo e ti do qualche altro dettaglio, tipo su data della morte e luogo predisposto.
Sarebbe davvero fantastico.
Ok, rimaniamo così allora.
Va bene dai Evaristo, alla prossima.
Sì certo Egidio, alla prossima, ed ultima probabilmente. Grazie ancora.
La facilità di alcune persone a raccontarti la loro vita; la correttezza nell’essere femminista e la scorrettezza dell’essere maschilista; lo stupirsi, ogni volta, dell’odore della pipì dopo aver mangiato gli asparagi.
Il casco sulla testa, in bicicletta, in città.
Il trend degli articoli con i decaloghi, otto dei quali del tutto inutili.
Il dolore del bicipite, al bicipite, per le telefonate senza auricolari.
I giorni troppo pieni di compleanni.
L’arroganza di chi non segue gli eventi nazionali ma non vuole che il giorno dopo se ne parli.
Il nodo della cravatta fatto male.
Il lamentarsi di un’inaspettata ondata di freddo, come se il freddo prima di arrivare dovesse annunciarsi.
Le serate dei PR, sempre imperdibili, incredibili, irrinunciabili.
La pluriabbondanza di cuscini nel letto.
I traslochi fatti con il car sharing; i jeans strappati indossati con due gradi sottozero; il conta persone sugli aerei, ormai estinto.
I cantanti del Sud Italia che cantano le canzoni napoletane; quelle che vanno malate a lavoro e cacano il cazzo per tutta la giornata che son malate.
oppure
Le frasi da campagna elettorale, in campagna elettorale.
Le signore che leggono i libri della biblioteca comunale; i due bicchieri scordati sul tavolo dopo che hai avviato la lavastoviglie; i fondi delle tazzine lunghe, incrostate di caffè.
Le persone che si mettono like alle foto pubblicate da loro stessi.
Quelli che si rubano i rompi-vetri di emergenza, nelle metropolitane e nei tram.
L’impossibilità per una persona comune, di essere notato da una modella; l’illusione che mangiare il kiwi col cucchiaino sia più semplice; gli skaters, che non hanno mai freddo.
I turisti, nelle città straniere, con le maglie di calcio acriliche.
Quando fai il biglietto del treno e non te lo controllano; il progressivo restringersi dei gelati dell’Algida; l’aspetto profetico/ascetico che assumono gli organizzatori delle feste quando le feste vanno bene.
I cartoni delle uova per insonorizzare; le foto delle spezie dei mercati del Marocco; i luoghi comuni sulla terza categoria calcistica.
oppure
Quelle che vanno in discoteca per comparire dietro al dj che suona.
Quelli che ridono troppo forte, troppo a lungo e in maniera prolungata;
Quelli che a calcetto si fanno sempre le squadre più forti.
La tristezza di gruppi di persone che rifanno i balletti di Grease.
Quando oltrapassati i cancelli
e badgato per l’uscita
hai preso dalla tasca del tuo pantalone aderente
l’Iphone con cover fluo
non l’avrei mai immaginato
avrei potuto credere
che non avevi più soldi
che non avevi più voglia di vivere
che non avevi schiacciato conferma per prenotare il car sharing
e la macchina adesso
era in mano a chissà chi…
ma non avrei potuto credere
che a tua madre
che amorevole ti parlava al telefono
avresti detto:
non c’ho sbatty!
– Sai, era mia madre.
– Sì?
– Le ho detto che: non c’ho sbatty!
– Sì?
– Sì, sul serio.
– E posso chiederti, di grazia, di cosa non avresti più sbatty?
– Di andare con lei al supermarcato, adesso, dopo una giornata in ufficio.
– Ah. Pensavo peggio…
– Non c’è niente di peggio del supermercato, il lunedì sera, dopo una giornata in ufficio.
– Nemmeno Tirana, d’inverno?
– Non ci sono mai stata. Troppo sbatty…
Anche per me
troppo sbatty
anche io
non c’ho sbatty
di sentirti dire
un’altra volta
in un solo minuto
la stessa espressione.
Non avrei potuto credere
alla fine
di sentirmi
improvvisamente
così solidale con tua madre.
I rimorchi dei TIR
con i nomi fantasiosi
mi fanno
letteralmente
volare.
La vera emozione
me la donano
quelli con i nomi
massicci e meridionali:
Gino, Savino, Lello.
Non scherzano
nemmeno
però
quelli con i nomi
irrazionali:
Jack, Aquila, Furia.
Per non parlare poi
di quanto adori
i TIR senza rimorchio…
Difatti
non ne parleremo.
L’altro dì
mentre attraversavo il marciapiede
ho visto un Tir
con un nome tra i più pazzeschi: Gerry Scotti.
Dopo un tram chiamato desiderio
un tir chiamato Gerry Scotti
cioè, ragazzi, ma di cosa stiamo parlando…
Fare una foto era il minimo che potessi fare
al tir col nome più bello di tutti i tempi.
Allora ho attraversato la strada
ho avvicinato le mani al jeans
ho preso lo smartphone
e l’ho messo in direzione di Gerry
per dargli il giusto tributo che meritava
per renderlo: sovrano
tra i miei scatti dell’Instagram.
Nel mentre in cui pigiavo il tasto però
il pacifico autista di Gerry
ha tirato giù il finestrino
ha mostrato il suo volto dell’est
con barba, baffi e occhiali da sole
e con un sorriso da non sfidare
mi ha pacificamente detto: cazzo vuoi, coglione?
nel frattempo ha girato la rotonda
ha accesso il tasto della sfrontatezza del camionista
ed è andato avanti
e io sono rimasto immobile
senza aver pigiato il bottone
senza aver scattato la foto
senza aver immortalato Gerry
nella memoria del mio smartphone
mentre lui andava via
a fare casino su altri caselli
a dare spettacolo su careggiate buie
e a far brillare
in notti scure
i piccoli led
che compongono il suo nome: Gerry Scotti.
Ieri i miei amici hanno detto
andiamo ai Go Kart.
Io ho detto va bene andiamo.
Sempre i miei amici hanno detto
perché non beviamo e mangiamo prima di entrare in pista.
Ottima idea ho detto io.
Poi io e i miei amici abbiamo pagato 40 euro a testa
e ci siamo messi le tute.
Poi io e i miei amici abbiamo iniziato a gareggiare.
Io però dopo due giri ho iniziato a vomitare.
Praticamente ho pagato per vomitare.
Ho vomitato 40 euro.
Un bel business e un’ottima idea questa dei Kart
ho detto ai miei amici.
Poi sulla via del ritorno ho vomitato di nuovo.
Avendo vomitato la birra e i 40 euro
ho vomitato i succhi gastrici.
Anche se non li avevo bevuti.
Io bevo solo succhi all’ananas mai quelli gastrici.
La prossima volta facciamo una gara a cavallo
ho detto ai miei amici
o beach volley al massimo
io non ci salgo più su sti così.
Non credo
hanno detto i miei amici
noi ci ritorneremo invece.
Hanno aggiunto anche pappappero per farmi inalberare.
Ce l’hanno fatta infatti
mi hanno fatto inalberare i miei amici.
Eppure mentre ero davvero inalberato
ed avevo vomitato per ben due volte
sia i quaranta euro che i succhi gastrici
ho sentito una voce che mi diceva:
Non ti inalberare per i tuoi amici.
Guardali!
Essi stanno dando indicazioni a dei profughi siriani per raggiungere il confine a Ventimiglia.
E votano anche Lega.
Tutto ciò non ti appare incredibile?
Assolutamente, ho risposto.
Ma lei chi è?
Sono Il signor Karma
Rubo al tuo stomaco per dare momenti indimenticabili alla tua mente.
E’ vero signor Karma. Lei mi ha davvero aperto gli occhi.
E pensare che all’inizio l’avevo scambiato per la voce di Dio…
Anche un po’ Robin Hood.
In un secondo momento però.
Perciò poi,
dopo il consiglio del signor Karma
ho detto ai miei amici che me ne andavo a casa.
Vuoi uno strappo
hanno chiesto i miei amici.
No grazie vado a piedi.
E anche se non mi crederete
vado a casa molto contento.
Non mi hanno creduto
i miei amici
e nuovamente
per ribadire il concetto
mi hanno detto: pappappero.
– Franco (che sarebbe mio nonno).
– Nino, dimmi (Nino sarei io).
– Hai visto che bella festa?
– Bellissima, Nino. Bellissima.
– Certo che hai fatto una bella vita, eh… Hai visto sposarsi tutti i figli, hai avuto un sacco di nipoti, un sacco di questi si stanno laureando…
– E’ vero… E’ vero…
– La tua vita ormai è paga.
– Eh sì.
– Al massimo, prima di morire, immagino che vorresti vedermi sposato, vero?
– Beh sì, non mi dispiacerebbe.
– Poi però, dalla vita non potresti desiderare più nulla.
– No. Assolutamente. C’hai ragione.
Qualche minuto più tardi. A festa in pieno svolgimento.
– Nino, comunque c’ho pensato.
– A cosa?
– A cosa mi manca per avere una vita “perfetta“.
– Cosa?
– 50 euro. Non è che me li puoi dare?
– Franco, scusami, devo andare a ballare…
Lato nostro
a stretto giro
apriamo un tavolo
a bocce ferme
buchiamo la consegna
e siamo noi gli l’owner
ma forse è una mia assumption social
cattate, deliverate e fixate
scheduliamo e fasatevi
quick and dirty, tbd, tbc.
Sei in cc o in ccn? Out of office?
Ppt?
Un recap, un mock-up, un kick-off, un update, un trade-off, un debug ,un rework, uno spin-off, grazie.
Il nostro tema
forse è in spam
ferma il calendar e fissa un momento,
on top.
Il benchmark e l’out of scope stimando i giorni uomo
sharando si impara
Sem e Seo
C’è un refuso
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device, multidevice, crossdevice
inbox, outbox, sandbox.
Ringraziando in anticipo
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